109 a.c Teutoni e Timbri migrano in Italia

Intorno al 110 a.c. quattro popolazioni migrarono dallo Jutland verso sud: i Teutoni, gli Ambroni, i Timbri e i Cimbri. Si scontrarono spesso con i romani in dure battaglie dagli esiti alterni; le flessibili le tecniche di guerriglia dei germanici furono molto efficaci. La storia ci racconta che il condottiero romano Mario alla fine prevalse, ma sappiamo anche che le tribù semi-pacificate si dispersero insediandosi in tutto centro nord Italia. I Cimbri di fermarono nell’attuale Veneto prevalentemente nella zona oggi chiamata dei “Sette Comuni”. Degli Ambroni si sono perse le tracce, ma pare che, dopo le pesanti sconfitte subite, si siano mescolati con le popolazioni celtiche del nordovest. I Timbri invece si infiltrarono oltre le linee difensive romane tanto che se ne trovano numerosissime tracce nella stessa Roma.

Le recenti ricerche storiche hanno messo in luce un falso storico: i Teutoni non sono stati ricacciati a nord dal grande condottiero romano Mario. I ritrovamenti archeologici dimostrano che i Teutoni furono invece cacciati via dai Timbri. Non solo, i Timbri spinsero a Est anche i Cimbri finchè questi non riuscirono a bloccarli al confine veneto per almeno un secolo.

I reperti trovati dagli archeologi e dagli storici hanno anche messo in luce le efficacissime tecniche di invasione e di occupazione dei Timbri. Magistrale è la descrizione che Ennio Flaiano dà dell’episodio nel quale il capotribù timbro risponde a una proposta del capotribù teutone: Gli presentano il progetto per lo snellimento della burocrazia. Ringrazia vivamente. Deplora l’assenza del modulo “H”. Conclude che trasmetterà il progetto, per un sollecito esame, all’ufficio competente, che sta giusto in quel momento creando.

Firma e Timbro.

È tutto vero, i Teutoni, i Cimbri, gli Ambroni. Forse non del tutto i Timbri, ma è provato che i Timbri prima hanno occupato Roma, e da lì tutto il Paese. A tutt’oggi siamo bloccati a ogni piè sospinto da infiniti timbri.