9 anni dopo – La delibera Antiriciclaggio di Pisapia

La deliberaCollaborazione in materia di contrasto al riciclaggio. Approvazione del Protocollo d’intesa tra Comune di Milano e l’Unità di Informazione Finanziaria della Banca d’Italia. Approvazione delle linee di indirizzo per la costituzione del Tavolo Tecnico Lombardia” del 09/05/2014 su proposta dell’Assessore Francesca Balzani – con il coordinamento della Direzione Centrale Entrate e Lotta all’Evasione (Silvia Brandodoro)

 

 

 

Il percorso

  • Il 26 Ottobre 2005 il Parlamento Europeo rilascia una direttiva Antiriciclaggio
  • Il primo Agosto 2006 il Parlamento e il Consiglio Europeo rilasciano le norme esecutive dalle quali apprendiamo che il Comune è tenuto a collaborare proattivamente con le autorità competenti in materia di lotta al riciclaggio, individuando e segnalando le attività e fatti rilevanti che potrebbero costituire sospetto di operazioni di riciclaggio.
  • Dal primo Gennaio 2008, presso la Banca d’Italia, è operativo l’UIF (l’Unità di Informazione Finanziaria)
  • Il 13 luglio 2012 e il 7 maggio 2013 la materia viene esaminata dalla Commissione Antimafia comunale di Milano, in previsione della Delibera della Giunta n. 892 del 10. 05. 2013 (non trovata sul sito del Comune) che assegna alla Direzione Centrale Entrate e Lotta all’Evasione:
    • L’ideazione e sviluppo del modello di organizzazione in grado di incrociare una serie di dati, in possesso dell’Ente o provenienti dall’Agenzia delle Entrate o da altre P. A., al fine di ottenere una serie di indicatori che permettano di evidenziare i fattori di rischio (Progetto antiriciclaggio).
    • L’attuazione e gestione delle attività finalizzate ad individuare e segnalare alle autorità competenti, le attività e i fatti rilevati che potrebbero costituire sospetto di operazioni di riciclaggio, attraverso l’esame dei dati a disposizione, in coordinamento con la Direzione Centrale Sicurezza Urbana e Coesione Sociale e le altre Direzioni Centrali a vario titolo coinvolte, nonché la sperimentazione del modello ideato
  • Il 2 agosto 2013 la Giunta Comunale approva Deliberazione n. 1566: linee di indirizzo per il potenziamento dei controlli finalizzati ad individuare e contrastare fenomeni, tra gli altri, anche di riciclaggio di denaro
  • Il 18 ottobre 2013 viene approvata la Deliberazione di Giunta Comunale n. 2071, con revisione dell’assetto organizzativo dell’Ente, decorrente dal 4 novembre 2013, e riconferma della competenza della Direzione Centrale Entrate e Lotta all’Evasione
  • Il 9 Maggio 2014 la Delibera in oggetto istituisce il Tavolo Tecnico Lombardia che è coordinato dalla Dirigente della DirCent Entrate e Lotta all’Evasione la quale:
    • riunisce il gruppo di lavoro così composto: il Presidente della Commissione Antimafia,  l’UIF, la Guardia di Finanza, l’Agenzia delle Entrate, la Magistratura, And Lombardia (N.d.R. entità al momento non identificata)
    • definisce le“norme di funzionamento” del TTL applicando il Protocollo d’Intesa fra Comune e UIF (Allegato alla Delibera)
    • Gli obiettivi del Tavolo sono:
      • elaborare criteri e metodi per l’attività di segnalazione di operazioni sospette da parte delle amministrazioni comunali, anche sperimentando la metodologia di ricerca proposta dai diversi componenti del Tavolo e di coadiuvare i comuni lombardi che intenderanno applicare la legge 231/2007 per l’attività di segnalazione delle suddette operazioni”.
      • “effettuare la verifica sulla metodologia individuata e a identificare i possibili indicatori di anomalia”
  • Il Comune di Milano aderisce al Protocollo di Intesa con UIF

Il contesto

Il riciclaggio fa transitare un immenso fiume di denaro dall’illegalità alla legalità. Dell’illegalità si occupa, si spera su vasta scala, tutta l’Amministrazione Pubblica. Si suppone che l’AP Locale sia  interessata a ostacolare il flusso di denaro illegale che coinvolge i propri cittadini e le istituzioni locali. Ci proponiamo di capire quanto e in che modo.

Sebbene non si possa caricare sulla sola AP Locale l’onere di scovare i riciclatori, è opportuno cercare di verificare se l’AP locale non opponga una resistenza troppo debole ai flussi di denaro del crimine, fino a sembrare interessata all’opposto. A qualcuno l’espressione potrebbe sembrare eccessiva. Ad altri potrà invece sembrare proporzionale alla pessima reputazione dell’Italia, e dei cittadini italiani, con particolare riferimento alla corruzione degli Amministratori Pubblici.


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La Commissione Europea stima che la corruzione in Europa costi 120 mld, ben 60 dei quali generati in Italia. E Transparecy Intl rileva che la percezione di corruzione nell’Ammnistrazione pubblica sia rappresentata da questa infografica.

I cittadini e le imprese, civili, stanno sopportando umiliazioni morali e economiche. Non possiamo accusare l’Europa di complottare contro di noi. Noi stessi, e specialmente i nostri amministratori, consentiamo che la nostra reputazione stia al 69° posto su 177 paesi. Quart’ultimi in Europa.

 

 

 

Considerazioni

  1. Nove anni – Il processo anti-corruzione è iniziato nelle Istituzioni Europee, nel 2005. Ci ha messo 9 anni per arrivare alla delibera milanese che è prevalentemente “organizzativa” e lontana dal cominicare a produrre risultati concreti. Milano ha vissuto tremendi episodi che hanno cambiato l’Italia, dall’Ambrosiano a Mani Pulite, dal S.Raffaele all’EXPO. Nove anni per una tappa intermedia sono davvero troppi. Non possiamo dire che l’Europa ci sia nemica. Ci è molto più nemica l’Amministrazione Nazionale.
  2. Un incoraggiamento a Giuliano Pisapia, Francesca Balzani e Silvia Brandodoro che, secondo la loro stessa dichiarazione in delibera, hanno fatto in modo che Milano sia il primo comune ad adottare alcuni provvedimenti operativi intermedi per contrastare la corruzione. Hanno iniziato ad agire affinchè noi cittadini non si debba continuare a sopportare il peso economico e civile di corrotti e corruttori nella PA, affinchè diminuisca il peso dell’umiliazione di essere globalmente considerati “popolo corrotto”. Dal 2005 al 2008 Europa e Banca d’Italia hanno fatto qualcosa, ma dal 2008 al 2011 tutto sembra essere rimasto sostanzialmente immobile. È giusto riconoscere a Pisapia, Balzani e Brandodoro di avere rianimato la Direttiva Europea dal limbo in cui è stata parcheggiata mentre i corrotti hanno continuato a manovrare massivamente. Vogliamo far sentire il nostro pieno supporto agli amministratori che si danno da fare. Per favore, accelerate.
  3. Tavolo Tecnico Lombardia – Silvia Brandodoro:
    1. la Delibera è incentrata sui metodi di lavoro. L’organizzazione è fondamentale per riuscire a produrre i risultati voluti, ma è di interesse secondario per i cittadini. Anzi, data la delicata materia, forse per voi amministratori è opportuno che ci raccontiate solo l’essenziale. Vorremmo invece sapere come intendete informarci sui progressi reali; per esempio quante segnalazioni per quanto valore complessivo avrete trattato. A quando il primo resoconto sul progresso dei lavori? Non nei metodi e nell’organizzazione, ma proprio nei risultati.
    2. perchè evidenziate le cautele sulla partecipazione delle persone al gruppo di lavoro? (potranno intervenire in modo stabile o saltuario, in ragione della disponibilità di tempo e delle tematiche di volta in volta affrontate). Noi cittadini vorremo sapere quanto le altre istituzioni partecipano effettivamente al gruppo di lavoro e quanto frequentemente. Vogliamo toglierci di dosso questa tremenda umiliazione. Il gruppo di lavoro dimostri di essere seriamente impegnato, con un’informativa periodica, sobrio e concreto.
    3. Avete individuato gli “indicatori di rischio”. La loro pubblicazione potrebbe provocare un temporaneo rallentamento delle pratiche corruttive. O addirittura “contromisure” scomposte e perciò più facilmente intercettabili.
  4. ANCI – Abbiamo una domanda per Fassino, Presidente dell’ANCI: ci conferma che Milano è il primo e unico Comune ad avere adottato qualche provvedimento intermedio per iniziare a far lavorare la Direttiva Europea anticorruzione? Cosa sta facendo l’ANCI per togliersi di torno corrotti e corruttori? Quanti anni ancora dovremo aspettare affinchè gli amministratori comunali ci facciano toccare con mano quanto tengono alla reputazione dei propri cittadini e amministratori? Non sono utili richiami moraleggianti indeboliti dall’inaffidabilitò della fonte: gli amministartori pubblici. I cittadini civili sono tanti e hanno espresso in varie forme la sfiducia verso gli amministratori pubblici (eletti e non); non votano o votano l’antisistema. Vogliono toccare con mano comportamenti concreti.
  5. Burocratese – Ogni professione ha bisogno di un suo linguaggio efficace. Ma la professione di amministratori pubblici richiede anche che i cittadini tutti comprendano. Amministratori, provate a rileggere la Delibera immaginando di spostare in un capitolo apposito i riferimenti agli articoli di legge, alle norme, ai “visto” ecc. Provate a vedere se il testo rimanente si riesce a leggere e a comprenderlo. Un capitoletto di “sintesi” in italiano lineare dedicato ai cittadini potrebbe funzionare?
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