#Associazione

L’associazione è pre-umana. La sua origine è ancora piena di misteri. Forse inizia prima dell’energia e della fisica che si sono scatenate con il Big Bang. È essenziale alla chimica che altrimenti non esisterebbe. Era largamente presente fin dai primi istanti dell’esistenza biologica. La vita sociale caratterizza tutti gli animali ed è particolarmente intensa nella specie umana. Ci aspettiamo che una parola dai significati così fondanti sia antichissima sia incastonata come una pietra angolare delle lingue umane. Le definizioni nei dizionari sono invece sorprendentemente scarne, parziali, lacunose, vaghe, insufficienti, equivoche. Tentando l’esperienza di restauratore di parole, ho aggiunto collante e riempitivi ai vari frammenti trovati nei dizionari ottenendo un’opinabile definizione di associazione:

  • aggregazione di persone, fisiche e giuridiche,
  • con uno specifico scopo condiviso
  • che temporaneamente
  • mettono in comune parte del loro patrimonio (relazioni, finanza, conoscenza, competenza, mezzi di produzione)
  • e contribuiscono con la loro opera (lavoro) alla produzione di un più grande patrimonio. Oppure lo distruggono.

Gli antropologi tendono ad essere abbastanza concordi nel ritenere che le società primitive fossero disperse in gruppi relativamente distanti fra loro, anche a causa delle loro relazioni rissose e banditesch con i vicini. Mentre pare che all’interno dei rigidi confini etnici, quasi mai territoriali, vi fosse un’elevata omogeneità.

Una singola persona era parte, ereditaria e per sempre, di un piccolo numero di “associazioni” tutte contenute entro i confini di ciascun gruppo/tribù: la famiglia (dai contorni elastici), i pari di ruolo (cacciatori, guerrieri, allevatori, donne, ecc), gli sciamani, ecc. A distanza di diecine di migliaia di anni la situazione è del tutto diversa: gli uomini entrano ed escono da gruppi sociali sempre meno etnici; si associano e si dissociano frequentemente da innumerevoli gruppi dai confini porosi, permeabili, labili. Le persone vivono in famiglie vagamente contornate, lavorano in organizzazioni di tutti i tipi, sono cittadini di paesi che possono abbandonare a favore di altri paesi, seguono religioni diverse oppure nessuna, si incontrano fra amici al circolo delle bocce, ma seguono anche la squadra del cuore. Tutto contemporaneamente e fluidamente. Anche il modo di competere si sta facendo meno violento, più tollerante e negoziale. Si preferisce un accordo ad una guerra. Non sempre purtroppo. Ai primordi, l’idea di associazione era un fatto, sempre presente, indistinto. Non serviva alcuna particolare parola per indicare che gli umani si associavano; erano sempre associati, ma solo all’interno del singolo gurppo. Il principio sott’inteso era sempre, e forse è ancora: qui siamo “noi“, e poi ci sono “gli altri”, immancabilmente odiosi.

Rarissimamente c’era un singolo solitario, ovviamente destinato alla morte conseguente all’esilio.

Le semplici e chiare regole di allora si sono progressivamente sgretolate senza però che venisse aggiunta la parola necessaria a descrivere la società umana. La parola umanità non sembra sufficiente a dare forma organizzativa all’interaspecie umana.

La famiglia è un’associazione, ma che nessuno penserebbe mai che sia una forma di associazione. Nel diritto le società, persone giuridiche, non sono e non possono essere “associazioni”. Nel diritto nazionale, non può esistere un’associazione di associazioni. Ci sono ordinamenti europei che non sembrano amare troppo le associazioni. Lo Stato, le regioni, le provincie, i comuni, la magistratura, ecc non sono nè società né associazioni, sono “Amministrazione Pubbliche”, forse.  Gruppi separati da distanze nella percezione prima che nei fatti.

Sempre più persone vivono e lavorano in un contesto globale senza una radicale preferenza per un paese o per un’altro, al contrario gli Stati hanno pretese di appartenenza su di loro (specie per ragioni fiscali). Tante persone (tutte?) operano insieme ad altre secondo la definizione che ho proposto all’inizio, ma raramente possiamo chiamarle associazioni.

Fa sognare l’idea che potrebbero esistere moltissime associazioni stratiformi, sovrapposte, contigue, gerarchiche, verticali, intersecantesi, tutte distintamente specializzate intorno ad un intento, ma simili a tutte le altre nei comportamenti essenziali (a voi l’esercizio di elencarli).

http://it.wikipedia.org/wiki/Associazione_%28diritto%29