Bisogno di prestiti? Non solo banche, ma facciamo un po’ di luce.

Bisogno di prestiti? Non solo banche, ma facciamo un po’ di luce

Secondo il FMI, a livello mondiale, la finanza non-bancaria ha una dimensione pari a quella bancaria. Accanto alle banche, esistono infatti altre tipologie di operatori che possono svolgere attività di finanziamento in varie forme a favore di imprese, enti, privati.
Nel nostro paese, tali soggetti sono vigilati da Banca d’Italia. Tra questi, un ruolo importante è svolto dagli “intermediari finanziari ex art. 106 TUB” (Testo Unico Bancario). Facciamo chiarezza su chi sono e quali attività svolgono.

La finanza-ombra all’italiana
Gli “intermediari finanziari ex art. 106 TUB” sono i soggetti iscritti a un albo, o elenco, che esercitano nei confronti del pubblico in via professionale l’attività di concessione di finanziamenti, di assunzione di partecipazioni, di intermediazione in cambi. Quindi parliamo di:
• prestiti personali (spesso garantiti da ipoteche su immobili e/o garanzia personali);
• credito al consumo;
• cessione del quinto dello stipendio;
• garanzie prestate a valere su una vasta tipologia di situazioni (assimilabili ad assicurazioni e depositi cauzionali).
Si tratta di prestiti concessi a debitori che possono avere una solidità finanziaria… come dire… sub-ottimale (che talora non consente loro un accesso al sistema bancario) o, con terminologia anglosassone, sub-prime. Poiché questi intermediari, a loro volta, devono finanziarsi con il sistema bancario per poter avere la liquidità per erogare prestiti ai propri clienti. Essi da un lato fanno concorrenza al sistema bancario, dall’altro sono debitori verso di esso, a cui pagano tassi e costi che si traducono in un extra-spread applicato ai prestiti che concedono ai loro clienti-debitori. Un accesso al credito che spesso è, quindi, a costi superiori rispetto a quelli delle banche.
Un aspetto cruciale relativo a questi soggetti è quello della vigilanza prudenziale, estesa alle banche e agli intermediari finanziari con la vigilanza equivalente: più importante l’attività, più elevata la vigilanza.
Per le attività di concessione di garanzie (fidejussioni e cauzioni), è richiesto un capitale minimo di 1,5 milioni. Questo valore può “produrre” multipli significativi di “attività finanziarie” grazie all’effetto-leva. E leva vuol dire (anche) rischio.

Banche e finanza-ombra: quali differenze?

Meno vincoli
Rispetto alle banche, gli intermediari hanno meno vincoli sul rispetto dei margini di liquidità da detenere e sulla leva finanziaria. Inoltre, dato che la concessione di fidejussioni e cauzioni non richiede esborsi immediati di cassa, la leva finanziaria degli intermediari finanziari può essere molto elevata. In situazioni normali si tratterà solo di un impegno ipotetico, che però diventa un elemento critico in caso di escussione, potendo causare un effetto-domino: basti pensare che negli ultimi 5 anni sono “saltati” 126 intermediari che si sono visti revocare l’autorizzazione, sui 488 iscritti all’albo al 30 aprile 2015.
Un caso recente è quello di un intermediario, al quale è stata revocata l’autorizzazione, che a fronte di 83 milioni di garanzie emesse aveva un patrimonio rilevato da Banca d’Italia di 190.000 euro. Insomma, questi intermediari alzano il livello del rischio di sistema.

Commercializzazione dei servizi
Un altro aspetto da considerare è la commercializzazione dei servizi offerti. Mentre le banche hanno sportelli di proprietà e le società di gestione di fondi di investimento possono utilizzare reti di promotori e canale bancario, gli intermediari finanziari hanno una più ampia gamma di reti: agenti in attività finanziarie, mediatori creditizi, promotori, procacciatori. Maggiore è la ramificazione della rete, maggiori sono le difficoltà di controllo.

Facile accesso
Per i consumatori, l’accesso a questi intermediari è spesso più semplice e diretto di quello bancario: basta scorrere gli annunci su giornali e internet per identificare “prestiti concessi a tutti”, spesso “promossi” da agenti e procacciatori, quindi non direttamente dagli intermediari. Ma bisogna fare attenzione a scegliere un intermediario affidabile e serio. Come dicevo precedentemente, le condizioni applicate sono sovente peggiori rispetto a quelle offerte dalle banche.

Insomma, nella finanza-ombra spesso è difficile trovare la luce.
Nelle prossime puntate parleremo di fondi di private debt, minibond ed altri strumenti finanziari che non transitano tramite il canale bancario e quindi ricadono nella categoria della “finanza-ombra”.

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