Brexit – Cittadini UK, vittime delle proprie emozioni

L’irrazionalità degli inglesi è tanto famosa quanto la loro folle propensione a seguire sanguinose ideologie. Dal nazismo al comunismo.

La Storia ci insegna che quando la “carestia” si fa troppo lunga, nella popolazione di diffonde il convincimento che il sistema sociale non funziona. Si tratta di conclusione estemporanea ed emotivamente frettolosa? Qualcuno sostiene si tratti proprio di passeggeri mali di pancia e di ottocentesche isterie emotive. Altri invece potrebbero anche ritenere che la pancia e le emozioni sono molto più rapide e concrete dei nostri cervelli. La credenza secondo la quale le “masse”  sottoutilizzano la razionalità del cervello è dolosamente diffusa da coloro che non intendono ascoltare i malesseri e specialmente non vogliono cambiare i propri comportamenti. La dicotomia fra pancia e ragione è una leggenda smentita proprio dai più intensivi utilizzatori di cervelli razionali, i ricercatori. Ma questa è un’altra storia.

Quando pancia ed emozioni dicono che è necessario cambiare, bisogna cambiare. Se chi deve cambiare non cambia, ci pensano i Cittadini a cambiare le “persone che devono cambiare”; gli “emotivi” Cittadini lo fanno con l’irrazionalità e la “violenza” del voto a favore di populismi, nazionalismi, antagonismi, che servono a scacciare i sordi. Purtroppo con effetti collateralei assai gravi, ma meno gravi del non far nulla dei granitici prussiani dello status quo.

Se nemmeno i populismi servono, allora i Cittadini sono costretti a cambiare le forme di governo con ribaltoni, questi sì insensati e distruttivi. Ma chi sono i promotori sostanziali dei distruttivi ribaltoni? Gli irrazionali di pancia ed emotivi o i prussiani del “non si cambia nulla” che vanno a braccetto con i democratici di Weimar?

Una orribile sequenza di perniciosi ribaltoni sta nella Storia tedesca del secolo scorso (che i tedeschi non hanno imparato, e non solo loro).

  1. Primo ribaltone – Il traballante impero prussiano, con il GDP procapite calante, portò la Germania alla WWI (World War I)
  2. Secondo ribaltone – All’uscita della WWI, con un GDPpc quasi azzerato dalla guerra e dai suoi debiti, spinse la popolazione verso il caos indecisionale della Repubblica di Weimar.
  3. Terzo ribaltone – L’incapacità di quella involuta forma di democrazia, provocò un ulteriore peggioramento del GDPpc e convinse la popolazione a spingere entusiasticamente per una forte concentrazione del potere (nazismo).
  4. Quarto ribaltone – A loro volta i nazi-psicotici iperdecisionisti produssero un picco di economia dopata che si concluse con un vertiginoso azzeramento del patrimonio con la WWII.
  5. Quinto ribaltone – Al termine della WWII, la popolazione scelse ben poco; le venne imposta una forma di democrazia che mai i tedeschi avevano pensato di adottare.
  6. Brexit – sesto ribaltone?

L’economia EU si è cacciata nella palude. L’autonominato asse franco-tedesco è incapace di produrre ricchezza per l’Europa e fa fatica a produrne anche per stessa la Francia e per la Germania. Si è interrotto il percorso verso un’Europa più integrata, con maggiore massa critica, con meno confini interni, con una più razionale ed efficiente regionalizzazione, con un GDPpc in crescita. L’EU franco-tedesca non è capace di cambiare.

Stranamente (?!) alcuni paesi periferici, quelli che hanno tratto vantaggio sul GDPpc, ancora sostengono l’Europa Unita (fra di essi l’Italia la cui pancia sa bene di averci molto guadagnato in questi quindici anni).

All’estremo opposto della stranezza (?!) UK vuole uscire da quel poco di Europa nel quale era entrata. È il Paese che meglio funziona (GDPpc) e che nella sua millennaria democrazia non ha mai gradito ribaltoni, preferendo pragmatiche evoluzioni progressive.

La pancia e le emozioni funzionano peggio del cervello? Forse; nel frattempo sarebbe opportuno che i franco-tedeschi cominciassero a far funzionare le orecchie; che pare sia un buon modo per attivare il cervello razionale. Peccato che i franco-tedeschi riescano a sentire gli schiocchi solo dai 150 decibel in su.