CONI: manebimus optime con i soldi degli altri

È uno dei tanti casi di economia relazionale basata sulla convergenza di interesse fra amministratori pubblici e altre “masse-critiche” soverchianti i sudditi-cittadini?

Dalla bella analisi di Vitalba Azzolini (link) impariamo moltissimo sullo specifico caso, sulla grandissima confusione di ruoli e di compiti, causa e conseguenza della scarsa trasparenza.

Noi cittadini abbiamo voluto dare agli amministratori pubblici il ruolo di sorvegliare e regolare (norme) gli immensi flussi di denaro in gioco. Questa volta in senso stretto. Noi romanticamente ci aspettiamo che essi curino gli interessi dei cittadini in contrappeso alla forza dei vari ricchi business; in particolare, alla forza del business dominante: il calcio.

È necessario sottolineare che mai penseremmo di interferire con le libere iniziative imprenditoriali di chiunque. Esse sono parte del diritto di ciascuno di seguire le proprie aspirazioni e sono anche le sole produttrici di GDP pro-capite. Le imprese, pubbliche e private, sono generatrici di vantaggi misurabili in GDP pro-capite, che altro non è se non il reddito del cittadino medio.

Men che meno intendiamo rivolgere critiche al calcio e alle persone che vi si dedicano. Essi danno molto al Paese. In emozioni e in GDP pro-capite.

Le imprese, le associazioni, insomma gli aventi interesse nello sport, nel calcio in particolare, aggregano imponenti masse critiche di persone, di denaro, di mezzi. Talmente forti che potrebbero anche rivolgersi contro l’interesse dei cittadini che le animano con il loro lavoro e la loro capacità intellettuale. Lo scopo degli amministratori pubblici è proprio quello d contrapporre a tali masse critiche un peso sufficientemente gravitazionale. Purtroppo, come sembra apparire anche in questo caso, gli stessi amministratori pubblici si sono fatti compagine, insieme ad altre associazioni e imprese, fin troppo spesso contro l’interesse dei cittadini.

Alcuni esempi di abuso, e arroganza, di potere da parte dello Stato (che non siamo noi):

–      Il CONI, ente pubblico, riceve dallo Stato (2013) 419 milioni su 438 spesi. Contribuisce ad aumentare il debito dello Stato per 20 mln circa, pari al 5% grosso modo. Lo Stato deve complessivamente rispettare il 3% (*) di eccesso di spesa ogni anno. Qualcun altro dovrà supplire a quel 2% in eccesso che non potrà essere ripianato con le tasse o con ulteriore debito. La prima domanda che noi cittadini poniamo agli amministratori è: perché una moltitudine di enti dello Stato godono dell’autorizzazione, scontata ex-ante, a spendere più delle entrate? Ai singoli cittadini e alle imprese, questo non è concesso. In questo caso i numeri sono relativamente piccoli, ma si sa che gli sperperatori pubblici sono tantissimi, molto longevi e indistruttibili. Numeri piccoli moltiplicati per tantissimi enti fanno numero enormi

–      Il CONI ha compiti decisionali entro le federazioni sportive (organismi privati) e le federazioni sportive esercitano ruoli pubblici anche se sono organismi privati. Un’assurdità spiegabile solo nei governi totalitari. Il buon senso direbbe: a) tutto dello Stato, controllore e controllato come nelle migliori tradizioni totalitarie b) oppure il controllato tutto privato e il controllore nello Stato. Per il Paese sarebbe troppo chiaro; parafrasando altri: l’Italia è un paese oligarchico a guida socialista.

–      La “redistribuzione” è un principio secondo il quale è giusto togliere a chi ha di più per dare a chi ha di meno. Il principio è difficilmente confutabile sul piano sociale; al più si può discutere sulle proporzioni e sul metodo con cui esso si realizza. Il GDP generato direttamente dallo Stato (entrate = ricavi) è di circa 850 mln di euro su un GDP totale di 1.6 bln. Ma vi è un ulteriore 20% circa di GDP (generato da partecipate, concessionarie, da attività a prezzi controllati, ecc). Vediamo allora come lo Stato, che ha il controllo diretto su almeno il 70% dell’economia, ridistribuisce, tramite il CONI i 419 mln ricevuti dalle tasse. 150 mln li ha dati alle società sportive (e gli altri 300 mln dove sono andati?). Di questi 150 mln, 68 (cioè poco meno della metà) è andato alla FIGC che costa 168 mln. Il calcio che è incommensurabilmente il più ricco degli sport, questo nostro Stato-padre-padrone non dovrebbe redistribuire dando meno al calcio e più alle altre società sportive? Ma forse non abbiamo capito bene il concetto della ridistribuzione.

–      Ultimo gruppetto di domande: poiché il CONI è pensato come ente super partes, regolatore e arbitro, perché ha ruoli decisionali sulle controllate private federazioni sportive? Perché le federazioni sono il braccio operativo del CONI? Perchè le federazioni beneficiarie come minimo dei 150 milioni di cui sopra non sono chiaramente distinte dal CONI così da almeno tentare di ostacolare il formarsi di convergenze di interessi?

Non sappiamo, ma è possibile che a noi cittadini, interessi poco o nulla finanziare le danze della pioggia di nostri euro, specie quelle del “piove sul bagnato”?

 

(*) È utile rimarcare che il 3% di deficit è anch’esso un debito da saldare. Lo salderanno i nostri figli. In effetti i nostri giovani da molto tempo stanno pagando mentre noi continuiamo a sperperare imperterriti; anzi non noi cittadini, ma lo Stato.

#Resilienza è la parola ambigua di oggi

La mia stima per Severgnini diventa più grande quando include qualche pensiero divergente. Servergnini, nel suo Italians e in molte altre circostanze, attribuisce agli italiani una positiva caratteristica: la resilienza. Nel mio piccolo, anche io credo che gli italiani siano collettivamente resilienti. Purtroppo non credo che la resilienza sia una qualità caratteriale positiva. Severgnini associa alla parola significati quali “determinati”, “tenaci”, “resistenti”. Sfortunatamente essi non sono sinonimi, ma piuttosto attributi, della caratteristica distintiva della parola: “capace di tornare alla forma iniziale nonostante le forze che ne hanno cambiato la forma”.  Allo stesso modo di una molla che, prima compressa, tende a tornare alla sua forma iniziale. Interpretazione molto diversa da quella di Severgnini. La definizione che si trova nei dizionari, e nei manuali di ingegneria, sposta il significato verso:

  • resistente al cambiamento
  • yes but…al momento sembro accettare il cambiamento, ma solo per tornare alla mia precedente posizione
  • cambiare tutto per non cambiare nulla
  • fare ammuina.

Insomma far credere al prossimo di accettare il cambiamento dissimulando i propri intenti e puntando invece a lasciare tutto com’è. Una sorta di inganno per rinviare e evitare che il camboamento avvenga davvero.

A me pare una caratteristica ingegneristicamente utile, ma una pessima caratteristica delle personalità ingannevoli e ingannanti che impediscono ogni forma di evoluzione.

I “sussidio dipendenti” non amano più il governo

Lo spunto viene dall’analisi di Lev Mannheimer, Leoni Blog, che incrocia i “diritti acquisiti”, “i sussidi”, il “rischio imprenditoriale”, la “politica industriale governativa” a proposito del provvedimento governativo che diluisce i sussidi al fotovoltaico.

http://www.leoniblog.it/2014/06/18/i-privilegi-intoccabili-della-kasta-green/

La tesi di L.Mannheimer si articola in più punti:
L’affidabilità del Governo – ancora una volta il governo cambia le regole del gioco mentre la partita è in corso; da decenni l’affidabilità dell’Esecutivo decresce. Read more

9 anni dopo – La delibera Antiriciclaggio di Pisapia

La deliberaCollaborazione in materia di contrasto al riciclaggio. Approvazione del Protocollo d’intesa tra Comune di Milano e l’Unità di Informazione Finanziaria della Banca d’Italia. Approvazione delle linee di indirizzo per la costituzione del Tavolo Tecnico Lombardia” del 09/05/2014 su proposta dell’Assessore Francesca Balzani – con il coordinamento della Direzione Centrale Entrate e Lotta all’Evasione (Silvia Brandodoro)

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Aeroporto di Salerno

Un aeroporto può diventare ricco, facendo volare i poveri: aprendo al mercato, bellezza.
Ed a “Salerno – Costa d’Amalfi”, potrebbe accadere.

 

SINTESI

Non si capisce perché un Comune, una Provincia o una Regione debba fare il gestore di aeroporti e del trasporto cittadino: se il contribuente vuole diventare azionista, può comprarsi le azioni in borsa.

DESCRIZIONE DEL CASO

Il 29 gennaio 2013, l’allora ministro per le Infrastrutture e i Trasporti Corrado Passera annunciava l’emanazione dell’Atto di indirizzo1 per la definizione del Piano nazionale per lo sviluppo aeroportuale, primo passo per il riordino e il rilancio di un settore strategico per l’economia nazionale. L’adozione definitiva del documento sarebbe dovuta intervenire con un Decreto del Presidente della Repubblica, previa intesa tra il governo e la Conferenza Stato-Regioni, ancora non concretizzatasi, malgrado proprio in questi giorni Maurizio Lupi si stia occupando del dossier2. Read more

“Pacchetto localizzativo” nel Comune di Cremona

Riflessioni e commenti sul “Pacchetto localizzativo” di incentivi e agevolazioni rivolte alle attività produttive e del terziario avanzato che investono nel Comune di Cremona

 SINTESI

Sintesi degli eventi e descrizione del provvedimento

Il Comune di Cremona il 18 novembre 2010 inizia la stesura del PGT (Piano di governo del territorio) che si conclude con la sua approvazione il 28 gennaio del 2013.

Nei primi giorni di Ottobre 2013 il Consiglio comunale dà il via libera alla Variante generale del PGT che, secondo le intenzioni “ridefinisce le strategie e le azioni da perseguire nel breve – medio termine rispetto agli obiettivi fissati come prioritari per il conseguimento di una nuova “coerenza urbana” delle trasformazioni. Le strategie per loro natura forniscono indirizzi e modalità all’azione di governo del territorio. La Variante generale al PGT, nell’attuazione dei suoi obiettivi, favorisce l’iniziativa dei cittadini nella trasformazione e nel cambiamento della città, attraverso percorsi di concertazione tra i cittadini stessi e l’Amministrazione Comunale, in un rapporto di fiducia e trasparenza Read more