Uber: 1700 euro di multa nel Comune dei prezzi da monopolio

Enrico Musso: «Uber? Ben venga l’alternativa al taxi»
Genova – Martedi 30 settembre 2014
http://genova.mentelocale.it/61141-genova-enrico-musso-uber-ben-venga-alternativa-al-taxi/

Fino a pochi giorni fa, a nove genovesi su dieci la parola Uber non diceva niente. Il decimo era un frequentatore di Milano, Roma, o una delle altre decine di città del mondo dove è già attivo questo servizio di autonoleggio con conducente prenotabile con una App del proprio smartphone. Read more

E la chiamano rendita … la nuova tassazione sulle attività finanziarie

Sintesi
Da martedì 1 luglio 2014 la tassazione sui proventi derivanti da investimenti in attività finanziarie verrà applicata con l’aliquota aumentata al 26% sugli interessi (e dividendi azionari) da strumenti di investimento, con la eccezione dei titoli di stato italiano ed equiparati (Bers, Bei, …) e di titoli emessi da stati esteri in “white list”, che continueranno ad essere tassati al 12,5%. La nuova misura è di evidente favore per l’emittente-stato e di forte ed ingiustificata penalizzazione per gli altri strumenti finanziari, emessi dalle imprese. Il giudizio sulla norma è pertanto negativo.

 

Il provvedimento
Il decreto legge 66 del 18 aprile 2014 (decreto Irpef), convertito in legge, prevede l’aumento dell’aliquota fiscale applicata sui proventi (interessi, dividendi) da investimento in strumenti finanziari, con una diversità di trattamento fra titoli di stato italiano ed equiparati (Ber, Bei, …) e di stati esteri in “white list”, che mantengono l’aliquota vigente al 12,5%, da un lato; e dall’altro, tutti gli altri strumenti comunque emessi da società private (italiane ed estere), siano essi obbligazioni ed azioni; i conti corrente bancarie depositi; le gestioni patrimoniali in regime gestito (per la parte non investita in titoli di stato); ETF ed altri strumenti similari; le quote di fondi di investimento (OICVM) per la parte investita in strumenti finanziari diversi dai titoli di stato, che vengono tassati al 26%; alla stessa aliquota del 26% saranno tassati i capital gains su partecipazioni non qualificate provenienti da società italiane. I proventi di natura finanziaria percepiti da fondi pensione verranno tassati all’11,5% (rispetto all’11% precedente). I proventi di natura finanziaria percepiti da Casse previdenziali dei liberi professionisti, cui va applicata l’aliquota del 26%, attraverso l’attribuzione di un credito di imposta del 6% sulla base imponibile adottata per il calcolo di ritenute ed imposte al 26%, verranno effettivamente tassati al 20% (aliquota precedente) per il periodo luglio-dicembre 2014, a partire dal 1.1.2015.
L’aliquota avrà impatto su privati persone fisiche, enti non commerciali (per gli investimenti fatti nella loro attività istituzionale), società semplici e soggetti non residenti senza stabile organizzazione in Italia.
In aggiunta, la tassazione delle attività finanziarie viene aggravata dall’imposta di bollo del 2 per mille (0,2%) sul valore del patrimonio.
Ulteriori disposizioni contenute nella norma toccano le aliquote di tassazione sulle partecipazioni qualificate (sino ad un massimo del 21,37% incrementato da addizionali regionali e comunali; la norma prevede la rivalutazione delle partecipazioni qualificate (al 4%) da farsi entro il 30 giugno 2014.
Si ricorda che sino al 2011 gli interessi subivano una tassazione sostitutiva del 12,5% o del 27%; a partire dal 2011, il legislatore ha previsto che gli interessi scontassero una tassazione sostitutiva del 12,5% o del 20% (salvo applicazione di altre aliquote nel rispetto di vincoli europei o costituzionali).
La norma sembra  ispirata da alcuni elementi qualificanti:

1. La imposizione di maggiori tasse, al fine di raccogliere quanta più cassa possibile dagli investitori e dai risparmiatori; si tratta di una classica “misura di breve termine dovuta alle contingenti e pressanti necessità di gettito e cassa statali” (sinonimo di miopia fiscale e finanziaria) che con ogni probabilità diverrà “permanente” (nel solco della consolidata tradizione nazionale) e che avrà impatti nel lungo termine sulla propensione all’investimento degli investitori, che saranno disincentivati ad investire in strumenti emessi da società ed imprese private che svolgono attività economiche: prospettiva che si pone in contrasto con il conclamato desiderio di favorire l’investimento produttivo nel paese;

2. Il trattamento differenziato fra investimenti in titoli di stato, privilegiati quanto al regime di tassazione, e tutti gli altri strumenti, che vengono penalizzati con una aliquota più che doppia; tale diverso trattamento è ingiustificato da un punto di vista finanziario e di corretta allocazione dell’investimento da parte dell’investitore;

3. La criticità della “ratio” sottesa al diverso trattamento fiscale adottato: come si giustifica che l’investimento in titoli di stato evidenzi una capacità contributiva inferiore a quella degli altri strumenti di investimento? A nostro avviso, non vi è alcuna giustificazione, salvo la citata maggiore necessità di gettito, che si scarica solo sugli investimenti diversi dai titoli di stato;

4. L’essere  una misura presa (evidentemente) per controbilanciare, in termini di saldi finanziari, la attesa riduzione del costo del lavoro; riduzione che è negli obiettivi dell’attuale governo, ma che resta ancora tutta da realizzare.

 

 

Valutazione
Negativa.

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I “sussidio dipendenti” non amano più il governo

Lo spunto viene dall’analisi di Lev Mannheimer, Leoni Blog, che incrocia i “diritti acquisiti”, “i sussidi”, il “rischio imprenditoriale”, la “politica industriale governativa” a proposito del provvedimento governativo che diluisce i sussidi al fotovoltaico.

http://www.leoniblog.it/2014/06/18/i-privilegi-intoccabili-della-kasta-green/

La tesi di L.Mannheimer si articola in più punti:
L’affidabilità del Governo – ancora una volta il governo cambia le regole del gioco mentre la partita è in corso; da decenni l’affidabilità dell’Esecutivo decresce. Read more

9 anni dopo – La delibera Antiriciclaggio di Pisapia

La deliberaCollaborazione in materia di contrasto al riciclaggio. Approvazione del Protocollo d’intesa tra Comune di Milano e l’Unità di Informazione Finanziaria della Banca d’Italia. Approvazione delle linee di indirizzo per la costituzione del Tavolo Tecnico Lombardia” del 09/05/2014 su proposta dell’Assessore Francesca Balzani – con il coordinamento della Direzione Centrale Entrate e Lotta all’Evasione (Silvia Brandodoro)

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La Pagella sul Comune di Verona “distributore di carburante” ha trovato ascolto. Intervento di Roberto Ricciuti

La pagella di ItaliAperta sul “comune distributore di carburante” (http://www.italiaperta.info/a-verona-ce-il-benzinaio-comunale/ ) ha “colpito nel segno”: AGSM, la società partecipata del Comune di Verona azionista di maggioranza del gestore di carburante, ha deciso di smettere di fare il benzinaio comunale e vendere il suo 55% della società di distribuzione carburanti. Il 6 maggio è stato firmato l’accordo tra AGSM e BPP con il quale la società posseduta dal comune cede al socio privato il 55% di A&B, al valore nominale di 3.355.000 euro. Dal Corriere di Verona si apprende che la società di distribuzione dei carburanti ha avuto un fatturato di 20 milioni di euro ed utili pressoché nulli. La motivazione ufficialmente riportata dalle parti è il mancato rispetto del piano industriale che prevedeva l’apertura di cinquanta pompe di benzina in cinque anni, mentre in due anni ne sono state aperte solo 6, insufficienti per raggiungere le economie di scala necessarie per ottenere un utile significativo, in un settore in cui la tassazione pesa per circa l’80% del prezzo del prodotto. Alla decisione sembrano non essere state estranee le inchieste della magistratura che negli ultimi mesi ha portato all’arresto dell’ex vicesindaco e di sua moglie, che aveva contratti di consulenza con il socio privato, il quale a sua volta aveva rapporti d’affari con un pregiudicato, a sua volta con legami con l’ex vicesindaco.
Le inchieste della magistratura faranno il loro corso, ci preme però mettere in evidenza come in questi mesi a Verona ci sono state diverse sollecitazioni e proteste di associazioni di commercianti e cittadini, contro il “comune distributore”: la pagella di ItaliAperta ha contribuito alla sensibilizzazione sul tema dell’intervento “a piedi uniti” del Comune in un campo che deve essere lasciato alla libera iniziativa di mercato (e ben sappiamo quanto ancora si deve fare per avvicinarsi ad un libero mercato); siamo lieti che la voce di ItaliAperta sia stata ascoltata anche a Verona, dopo Milano (ricordiamo il caso-Uber sul NCC). Libera informazione e libera iniziativa in un libero mercato.

http://www.italiaperta.info/a-verona-ce-il-benzinaio-comunale/

Creare lavoro? Nei Comuni si scatena la competizione per attrarre gli artigiani !!

L’artigianato, locale per definizione, è il bacino in cui da millenni ribolle e si sviluppa la fenomenale immagine dell’Italia, del bello, dell’ingegnoso, dell’invenzione, del fabbricare e del commerciare; insomma della qualità della vita italiana.

L’artigianato è la culla delle produzioni specialistiche ad alto livello di personalizzazione e ad ampio spettro di integrazione di professionalità diverse. In concreto gli impiantisti, i restauratori, i mobilieri e le altre infinite professioni vi si esercitano.
Otre a renderci orgogliosi di quanto hanno prodotto nella storia, più prosaicamente continuano a generare lavoro e ricchezza. Read more

Pagella: Con la Tobin Tax accelera la fuga dall’Italia

Ripubblichiamo la Pagella “Con la Tobin Tax accelera la fuga dall’Italia” , del 2 ottobre, 2013
Valutazione n. 2013/09/3
Provvedimento c.d. “Tobin Tax” (introdotta con L. 228/2012)
Sintesi
L’imposta sulle transazioni finanziarie (detta “Tobin Tax) si applica su tutti gli acquisti di azioni di società italiane, a partire al marzo scorso (e dal 1.9.2013 per le operazioni c.d. derivate); poiché la Tobin Tax viene applicata con diverse tempistiche e modalità in ciascun paese UE, per l’Italia avrebbe l’effetto di “dirottare” le transazioni oggi effettuate sul mercato dei capitali italiano verso altri mercati e su titoli di società straniere. Read more

Aeroporto di Salerno

Un aeroporto può diventare ricco, facendo volare i poveri: aprendo al mercato, bellezza.
Ed a “Salerno – Costa d’Amalfi”, potrebbe accadere.

 

SINTESI

Non si capisce perché un Comune, una Provincia o una Regione debba fare il gestore di aeroporti e del trasporto cittadino: se il contribuente vuole diventare azionista, può comprarsi le azioni in borsa.

DESCRIZIONE DEL CASO

Il 29 gennaio 2013, l’allora ministro per le Infrastrutture e i Trasporti Corrado Passera annunciava l’emanazione dell’Atto di indirizzo1 per la definizione del Piano nazionale per lo sviluppo aeroportuale, primo passo per il riordino e il rilancio di un settore strategico per l’economia nazionale. L’adozione definitiva del documento sarebbe dovuta intervenire con un Decreto del Presidente della Repubblica, previa intesa tra il governo e la Conferenza Stato-Regioni, ancora non concretizzatasi, malgrado proprio in questi giorni Maurizio Lupi si stia occupando del dossier2. Read more

“Pacchetto localizzativo” nel Comune di Cremona

Riflessioni e commenti sul “Pacchetto localizzativo” di incentivi e agevolazioni rivolte alle attività produttive e del terziario avanzato che investono nel Comune di Cremona

 SINTESI

Sintesi degli eventi e descrizione del provvedimento

Il Comune di Cremona il 18 novembre 2010 inizia la stesura del PGT (Piano di governo del territorio) che si conclude con la sua approvazione il 28 gennaio del 2013.

Nei primi giorni di Ottobre 2013 il Consiglio comunale dà il via libera alla Variante generale del PGT che, secondo le intenzioni “ridefinisce le strategie e le azioni da perseguire nel breve – medio termine rispetto agli obiettivi fissati come prioritari per il conseguimento di una nuova “coerenza urbana” delle trasformazioni. Le strategie per loro natura forniscono indirizzi e modalità all’azione di governo del territorio. La Variante generale al PGT, nell’attuazione dei suoi obiettivi, favorisce l’iniziativa dei cittadini nella trasformazione e nel cambiamento della città, attraverso percorsi di concertazione tra i cittadini stessi e l’Amministrazione Comunale, in un rapporto di fiducia e trasparenza Read more

Antistrust e controllo sulle operazioni di concentrazione

Italiaperta Logo PAGELLAAutorità antitrust e controllo sulle operazioni di concentrazione – maggiore libertà o danno alla concorrenza?

1. Sintesi

Il legislatore ha ridotto nel 2013 gli obblighi di notifica delle concentrazioni all’Autorità antitrust, fine meritorio che tuttavia ha nei fatti “… buttato il bambino con l’acqua sporca”. A seguito della riforma, infatti, il controllo delle concertazioni è sostanzialmente sparito in ambito nazionale, tanto è vero che la stessa Autorità, trovatasi quasi per magia con le scrivanie molto più vuote, si è preoccupata, lanciando, a meno di un anno dalla riforma, una consultazione pubblica per proporre una riforma a una legge entrata in vigore appena un anno fa.

Merito all’Autorità che si preoccupa della mancanza di lavoro, approccio che onora la pubblica amministrazione, e tale autorità indipendente in particolare. Questa presa di posizione è, tuttavia, anche il sintomo di quanto seria la questione sia!

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