Perseverare diabolicum

18 ottobre, 2013 17:18

La pervicacia con cui sono gestite CDP e Fintecna è diabolica. In un recente Sodo caustico già scrivemmo che nel novembre 2012 la Cassa Depositi e Prestiti ha acquistato da MinEconomia il 100% di Fintecna (società in liquidazione da 13 anni: “tempus fugit”…non per lo stato italiano) Read more

Perseverare diabolicum

La pervicacia con cui sono gestite CDP e Fintecna è diabolica. In un recente Sodo caustico già scrivemmo che nel novembre 2012 la Cassa Depositi e Prestiti ha acquistato da MinEconomia il 100% di Fintecna (società in liquidazione da 13 anni: “tempus fugit”…non per lo stato italiano) per un corrispettivo (provvisorio) di 1.592 milioni, pari al 60% del patrimonio netto a fine 2011, con uno sconto del 40% e prevedendo che il restante prezzo sarebbe Read more

Quando i responsabili non pagano mai

Italiaperta Logo PROVOCAZIONE2012 in perdita per 77 milioni per Asam, la holding della Provincia di Milano che possiede la partecipazione di controllo nella autostrada Milano-Serravalle pari al 52,9%, il cui valore delle azioni è stato ora svalutato a 4 euro; questa è la seconda
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Fondazioni bancarie: missione impossibile.

Create per dare stabilità all’azionariato bancario attraverso la divisione fra proprietà e gestione bancaria, le fondazioni bancarie sono 88, di cui 53 possiedono meno del 50% delle azioni delle banche conferitarie, 13 hanno più del 50% delle azioni, 22 non possiedono più azioni. La legge di riordino delle fondazioni bancarie, la c.d. legge Ciampi, imponeva a tutte le fondazioni di scendere sotto il 50% di partecipazione, cosa avvenuta per le principali banche, ma ancora in parte irrealizzata.

Le fondazioni Read more

Le mire sull’oro, vanto e tesoro della Patria

Autorevoli commentatori hanno avanzato le tesi che: (1) Banca d’Italia sia “sovra-capitalizzata” rispetto alle altre banche centrali, quali Bundesbank, Bank of England, Banque de France, Banco de Espana, e che sia opportuno ridurne il capitale attraverso una operazione centrata su un diverso utilizzo delle riserve auree (tema che toccheremo in questo articolo); (2) l’assetto proprietario di Banca d’Italia, ora privatistico, debba essere ricondotto nella sfera pubblica.

Ci permettiamo alcune osservazioni:
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L’ossimoro Ministero dello Sviluppo Economico

Nome non fu meno azzeccato: dal 2007, anno di inizio della crisi, il MISE ha aperto 700 tavoli di confronto per crisi aziendali; l’attuale ministro ha dichiarato che sono aperti 151 dossiers di crisi aziendali presso il MISE, che coinvolgono 165.664 dipendenti; in 6 anni, oltre mezzo milione di posti di lavoro e 700 imprese sono state oggetto di incontri, negoziati, accordi, ristrutturazioni sotto la regia del MISE, a cui si aggiungono molti più tavoli che non hanno raggiunto la sede del ministero e che sono stati aperti, talora chiusi, a livello locale e privatistico.

Numeri raggelanti; Read more

Quando le Regioni fanno gli imprenditori

Italiaperta Logo PROVOCAZIONECreate e sviluppatesi nei decenni scorsi, le finanziarie regionali hanno il compito di concorrere allo sviluppo sociale ed economico del territorio, attuando programmi ed indirizzi generali, intervenendo nel capitale di società private e miste privato-pubblico, erogando finanziamenti alle imprese; oggi, sono a prevalente, spesso esclusivo, controllo pubblico, secondo un modello “in house” che ne privilegia la funzione di “cinghia di trasmissione” diretta delle scelte e politiche regionali e la loro applicazione operativa. Erogano Read more

Rifondare il centro-destra? Ė una questione di ascisse e ordinate

Rifondare il centro-destra? Un argomento interessante, certo, ma forse è meglio prima capire di cosa si sta parlando.
Dal mio punto di vista si deve ricorrere a quei quadranti che ogni tanto appaiono sui social network e che, a seguito delle risposte ad un questionario ti pongono in alto a destra se sei liberale sia in economia che
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Rivoluzione Liberale o Società degli Apoti?

“Rivoluzione liberale” é un’espressione un po’ intristita. Fino a qualche anno fa solo alcuni colti storici si ricordavano della rivista “La Rivoluzione Liberale”, fondata nel 1922 dal giovane intellettuale eretico Piero Gobetti e chiusa nel 1925 dal prefetto fascista.
Poi venne Silvio Berlusconi
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