#Accordo è la parola ambigua di oggi

La parola ambigua che oggi abbiamo scelto è Accordo.

Nella lingua italiana, è l’incontro di volontà per cui due o più persone convengono di seguire un determinato comportamento nel reciproco interesse, per raggiungere un fine comune o per compiere insieme un’azione o un’impresa.

Sottolineiamo il reciproco interesse, talora non equivalente, come elemento centrale, insieme al fine comune. Ognuno potrà indovinare quale sia il fine comune, ed il relativo reciproco interesse, di scelte politiche recenti, anzi recentissime. Non è sempre necessario scomodare santi, od invocare personalità ad esse superiori. Read more

#Austerità è la parola ambigua di oggi

Parola ambigua per eccellenza, specialmente quando manca il “chi la prescrive a chi”.
Ecco le leggi fondamentali dell’austerità:
1) Essendo gli Amministratori Pubblici ad applicarla, la applicano dove gli viene più facile: ai Cittadini. Mai a sé stessi.
2) Molti(ssimi) Cittadini-fan degli Amministratori Pubblici li sostengono con lo slogan: tagliare la spesa pubblica = tagliare i servizi (traduzione per gli sprovveduti e per i non iniziati: applicare l’austerità agli Amministratori Pubblici ferma il flusso delle briciolone che cadono, legalmente e illegalmente, dal tavolo degli Amministratori Pubblici)
3) Il Principio attuativo fondamentale: chi prova ad applicarla agli Amministratori Pubblici, viene immediatamente espulso dal club degli Amministratori Pubblici

#Crescita è la parola ambigua di oggi

Crescita, parola astratta, politica, politically correct, per dire che servono più imprese, che fanno più fatturato.
Cioè devono essere innovative, tecnologiche, capaci di vendere globalmente manufatti innovativi e tecnologici.
Che impiegano più persone, ben preparate e ben pagate.
La crescita non è un astratto esercizio dialettico-intellettuale.

#Banditi, #Sprovveduti, #Stupidi e #Intelligenti sono le parole ambigue del giorno

“Allegro, ma non troppo”, Ed. Mulino, dello Storico dell’Economia Carlo Cipolla, è un libello di inestimabile valore etico . In poche pagine riassume almeno metà del poderoso testo “Una teoria della giustizia” di J.Rawls.

Con illuminante semplicità Cipolla distilla due fattori essenziali per classificare i comportamenti umani, sociali ed economici:

  • X – Danni o vantaggi che l’individuo procura a se stesso
  • Y – Danni o vantaggi che l’individuo procura agli altrigrafstupid1

 

  • I Banditi (in basso a destra): adottano comportamenti che danneggiano gli altri per trarne vantaggio
  • Gli Sprovveduti (in alto a sinistra): adottano comportamenti che danneggiano sè stessi e avvantaggiano gli altri
  • Gli Stupidi (in basso a sinistra): adottano comportamenti che danneggiano gli altri e se stessi
  • Gli Intelligenti (in alto a destra): adottano comportamenti per il proprio vantaggio e quello degli altri.

Una volta individuata la collocazione, nel quadrante più appropriato, della persona, o dell’associazione, con la quale vogliamo interagire inclusi noi stessi, ad essa si applicano le fondamentali leggi relazionali:

  • Prima Legge Fondamentale: Sempre e inevitabilmente ognuno di noi sottovaluta il numero di individui stupidi in circolazione. (1) (n.d.r. per statistica è probabile che noi possiamo essere fra questi)
  • Seconda Legge Fondamentale: La probabilità che una certa persona sia stupida è indipendente da qualsiasi altra caratteristica della persona stessa. (2)
  • Terza (ed aurea) Legge Fondamentale: Una persona stupida è una persona che causa un danno ad un’altra persona o gruppo di persone senza nel contempo realizzare alcun vantaggio per sé od addirittura subendo una perdita.
  • Quarta Legge Fondamentale: Le persone non stupide sottovalutano sempre il potenziale nocivo delle persone stupide. In particolare i non stupidi dimenticano costantemente che in qualsiasi momento e luogo, ed in qualunque circostanza, trattare e/o associarsi con individui stupidi si dimostra infallibilmente un costosissimo errore. (3)
  • Quinta Legge Fondamentale: La persona stupida è il tipo di persona più pericoloso che esista. Corollario: Lo stupido è più pericoloso del bandito.

Note del redattore:
(1) per statistica è probabile che noi possiamo essere fra questi
(2) per esempio, non è detto che gli stupidi appartengano tutti alla categoria de “gli altri”
(3) in questa legge Cipolla ha mimetizzato il principio secondo il quale chi si autocolloca fra i “non stupidi” inevitabilmente sta fra gli stupidi. Infatti, secondo l’assioma di Forrest Gump (stupido è chi lo stupido fa), l’unico metodo per non essere stupido è produrre qualche risultato utile a qualcuno.