#Scandalo è la parola ambigua di oggi

Anticamente lo “scandalo” era il paletto che faceva scattare la trappola. In greco, ma anche in latino, scandalo vuol dire “inciampo”, “ostacolo” e appunto anche “insidia”.

Nei dizionari dei tempi moderni, troviamo una certa uniformità di significato che proviamo a sintetizzare: È la notizia, l’inopportuna pubblicità, il clamore da tenere invece sotto silenzio nell’invisibilità; lo scandalo turba la coscienza, propria e altrui, a proposito di un comportamento contrario alle consuetudini. Specialmente se coinvolge persone di posizione elevata o comunque in vista. Read more

#Tasse è la parola ambigua del giorno

Pensavamo che oltre alla morte, le tasse fossero l’unica cosa certa. Invece ieri sera un influente personalità parlamentare e governativa ha posto un’interessante domanda: le tasse sono un prezzo per un servizio?

La domanda instillava il dubbio che potesse essere rimossa la separazione fra economia di mercato ed economia monopolistica, in particolare quella dello Stato. I più maliziosi hanno inteso che fosse un tentativo di ricollocare lo Stato fra i Cittadini (persone fisiche e persone giuridiche) che operano secondo le regole del mercato. Read more

#Stampare moneta è l’espressione amigua del giorno

La frase equivoca di oggi è : stampare moneta.

Parola anacronistica e archeoeconomica.
Solo il 3% circa della “massa monetaria” in circolazione è in banconote, fisicamente stampate, e ristampate per sostituire le banconote deteriorate. Il 97 % sono numeri smaterializzati e registrati in caverne piene di server.
Il sistema bancario è una sorta di enorme registro contabile del dare e dell’avere in cui tutti danno credito e prendono debito.
La massa monetaria in circolazione si misura in M0, M1, M2, M3 (*) che sostanzialmente rappresenta il credito complessivo, e ovviamente pari debito, come insegna Pacioli padre della partita doppia. Il sistema bancario mette a disposizione  il gigalibro contabile a coloro che trovano vantaggioso indebitarsi per finanziare la realizzazione dei loro sogni, della loro “impresa” individuale o societaria. Read more

#Tumulto è la parola ambigua di oggi

Il Tumulto è così definito dalla Treccani: “”Confusione rumorosa, soprattutto di gente che grida e si agita; Manifestazione clamorosa, disordinata e violenta, di un massa o di un gruppo più o meno numeroso di persone, come azione e reazione intesa a protestare o a ottenere determinati cambiamenti e provvedimenti; Agitazione confusa di stati d’animo contrastanti, stato di grave concitazione spirituale.””

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#Sottobanco e Inciucio sono le parole ambigue di oggi

La parola ambigua di oggi è duplice: Sottobanco ed il suo sinonimo Inciucio.

Sottobanco viene così definito nella Treccani: sottobanco (o sótto banco) avv. – Di nascosto, senza farsi vedere: vendere, acquistare una merce s., o di s.; i tagli di carne più scelti li dà s. ai clienti abituali; agire (di) s.; la soluzione dell’esercizio di matematica gliel’ha passata (di) s. un compagno. Con altro sign., mettere, passare s. (o sotto banco), mettere a tacere, non dar séguito o evasione, riferito a pratiche e atti burocratici, procedimenti giudiziarî, ecc.

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#Simulacro è la parola ambigua di oggi

Ambiguità evidente ed incertezza sulla sua reale esistenza caratterizzano l’odierna parola ambigua: “Simulacro”.

Simulacro designa una apparenza che non rinvia ad alcuna realtà, ma pretende di valere per quella stessa realtà.

La parola deriva dal latino simulacrum, statua, figura, e indicava originariamente l’immagine o la rappresentazione di una divinità.

Sinonimo di parvenza, di pura immagine, di rappresentazione esteriore, non rispondente alla realtà: “sotto l’Impero non restò in Roma che un simulacro di libertà“. Parola antica, che ostinatamente ricompare nella modernità e nel presente, evocando scenari (questa volta reali, od almeno realistici) di pura apparenza delle istituzioni. Nessuna sorpresa, essendo la parola simulacro sinonimo di ombra, fantasma di persona morta, di essere non reale: “Qual l’inferno talor ch’in sogno scorge Drago o cinta di fiamme alta Chimera, Se ben sospetta o in parte anco s’accorge Che ’l simulacro sia non forma vera, Pur desia fuggir” (T. Tasso).

Sine qua non.

#Sussidiarietà e la parola ambigua di oggi

L’ambiguità e l’incertezza circondano il termine odierno: sussidiarietà;  è un principio che si è progressivamente affermato all’interno di vari ambiti della società moderna e contemporanea, nei quali questa espressione possiede differenti valori semantici a seconda dell’ambito in cui viene utilizzata.

In modo generale, la sussidiarietà può essere definita come quel principio regolatore per cui se un ente inferiore è capace di svolgere bene un compito, l’ente superiore non deve intervenire, ma può eventualmente sostenerne l’azione.

Gli ambiti più tipici in cui si realizza la sussidiarietà sono la scienza politica e l’ordinamento giuridico, tanto che lo stesso principio può essere assunto come un vero e proprio principio giuridico.

Il principio di sussidiarietà è caratterizzato, secondo chi lo sostiene, da implicazioni sia di natura positiva sia di tipo negativo.

Dal punto di vista positivo, infatti, si afferma che lo Stato (e gli altri enti pubblici) dovrebbe offrire sostegno economico, istituzionale e legislativo alle entità sociali minori (chiesa, famiglia, associazioni).

Le implicazioni di natura negativa, invece, spingono lo Stato ad auto-astenersi dall’intervenire in determinati settori, per non ostacolare chi potrebbe soddisfare un determinato bisogno meglio dello Stato stesso (si presuppone, infatti, che le libere aggregazioni di persone conoscano certe realtà periferiche meglio degli amministratori pubblici di livello più alto). In questa maniera si favorirebbe la lotta all’inefficienza, allo spreco, all’assistenzialismo e ad un eccessivo centralismo burocratico.

Sine qua non.

#Banditi, #Sprovveduti, #Stupidi e #Intelligenti sono le parole ambigue del giorno

“Allegro, ma non troppo”, Ed. Mulino, dello Storico dell’Economia Carlo Cipolla, è un libello di inestimabile valore etico . In poche pagine riassume almeno metà del poderoso testo “Una teoria della giustizia” di J.Rawls.

Con illuminante semplicità Cipolla distilla due fattori essenziali per classificare i comportamenti umani, sociali ed economici:

  • X – Danni o vantaggi che l’individuo procura a se stesso
  • Y – Danni o vantaggi che l’individuo procura agli altrigrafstupid1

 

  • I Banditi (in basso a destra): adottano comportamenti che danneggiano gli altri per trarne vantaggio
  • Gli Sprovveduti (in alto a sinistra): adottano comportamenti che danneggiano sè stessi e avvantaggiano gli altri
  • Gli Stupidi (in basso a sinistra): adottano comportamenti che danneggiano gli altri e se stessi
  • Gli Intelligenti (in alto a destra): adottano comportamenti per il proprio vantaggio e quello degli altri.

Una volta individuata la collocazione, nel quadrante più appropriato, della persona, o dell’associazione, con la quale vogliamo interagire inclusi noi stessi, ad essa si applicano le fondamentali leggi relazionali:

  • Prima Legge Fondamentale: Sempre e inevitabilmente ognuno di noi sottovaluta il numero di individui stupidi in circolazione. (1) (n.d.r. per statistica è probabile che noi possiamo essere fra questi)
  • Seconda Legge Fondamentale: La probabilità che una certa persona sia stupida è indipendente da qualsiasi altra caratteristica della persona stessa. (2)
  • Terza (ed aurea) Legge Fondamentale: Una persona stupida è una persona che causa un danno ad un’altra persona o gruppo di persone senza nel contempo realizzare alcun vantaggio per sé od addirittura subendo una perdita.
  • Quarta Legge Fondamentale: Le persone non stupide sottovalutano sempre il potenziale nocivo delle persone stupide. In particolare i non stupidi dimenticano costantemente che in qualsiasi momento e luogo, ed in qualunque circostanza, trattare e/o associarsi con individui stupidi si dimostra infallibilmente un costosissimo errore. (3)
  • Quinta Legge Fondamentale: La persona stupida è il tipo di persona più pericoloso che esista. Corollario: Lo stupido è più pericoloso del bandito.

Note del redattore:
(1) per statistica è probabile che noi possiamo essere fra questi
(2) per esempio, non è detto che gli stupidi appartengano tutti alla categoria de “gli altri”
(3) in questa legge Cipolla ha mimetizzato il principio secondo il quale chi si autocolloca fra i “non stupidi” inevitabilmente sta fra gli stupidi. Infatti, secondo l’assioma di Forrest Gump (stupido è chi lo stupido fa), l’unico metodo per non essere stupido è produrre qualche risultato utile a qualcuno.

#Stato è la parola ambigua di oggi – Lo Stato (non) siamo noi

Chi può dubitare della necessità di conoscere la storia dell’umanità, in tutte le discipline che la analizzano (storia, arte, filosofia, antropologia, economia, ecc)? Vi sono parole e frasi che hanno avuto un ruolo energico nel rappresentare il cambiamento contro lo status quo. Read more