Cià Putimu fà

Cià putimu fà”. La frase è di Francesco Vadicamo, ingegnere 32 anni, uno dei sei fondatori ed animatori, instancabili, del TAG di Cosenza, il primo Talent Garden nel sud della Penisola, l’ottavo della rete dei Coworking in Italia che aderiscono alla rete dei TAG, nata a Brescia ormai 4 anni fa con sedi oggi anche all’estero.

TAG” sta per Talent Garden, ed è un Coworking che ragiona in rete e sulle reti. All’interno del Giardino dei Talenti ci sono imprenditori, tendenzialmente giovani, che lavorano ognuno nella propria postazione, ma condividendo entusiasmi, competenze e difficoltà. I Tag sono anche in rete fra loro: è possibile avere uno spazio in qualunque sede del TAG in tutta la Penisola: chi ha una postazione a Torino può disporre di un punto di appoggio per le trasferte magari a Brescia, anzichè a Milano o a Padova. Oppure a Cosenza, l’ultimo nato, quello che ha colpito di più l’immaginario dei commentatori.

L’avventura dei coworking in Italia suscita simpatie crescenti, non solo tra gli addetti ai lavori, perchè rappresenta uno stile di vite ed una cultura del lavoro che stenta sempre a decollare ed a prendere forma in Italia. Il Tag di Cosenza è nato nell’autunno scorso, tra l’indifferenza delle amministrazioni pubbliche e la difficoltà di trovare sponsor, eppure Francesco ed i suoi amici sono riusciti nell’impresa di trovare ed attrezzare 400 metri quadrati a disposizione di chi crede nella rete.

In Calabria la disoccupazione tocca vette inquietanti e si attesta al 53%, un tasso tra i più alti in Europa. Basterebbe questo dato per comprendere che la strada della rinascita passa dalla creazione di nuova impresa che crei opportunità alternative alla ormai anacronistica mitologia del posto fisso, magari pubblico. E per fare impresa nel mondo di oggi la parola d’ordine è fare network, condividere le esperienze e contaminare le competenze. Se l’economia oggi è reputazionale e in rete, occorre favorire la costruzione di spazi fisici e non solo virtuali dove costruire le reti, magari pensando a network diffusi al di la del contesto geografico.

Insomma, se si preferisce, il TAG pensa globale ed agisce locale, perchè apre sedi anche all’estero, con un format che si ripete e crea valore. E dà una alternativa alla fuga dei cervelli annullando le distanze.

Diana Montagna, Diego Castagno

 

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