Creare lavoro? Nei Comuni si scatena la competizione per attrarre gli artigiani !!

L’artigianato, locale per definizione, è il bacino in cui da millenni ribolle e si sviluppa la fenomenale immagine dell’Italia, del bello, dell’ingegnoso, dell’invenzione, del fabbricare e del commerciare; insomma della qualità della vita italiana.

L’artigianato è la culla delle produzioni specialistiche ad alto livello di personalizzazione e ad ampio spettro di integrazione di professionalità diverse. In concreto gli impiantisti, i restauratori, i mobilieri e le altre infinite professioni vi si esercitano.
Otre a renderci orgogliosi di quanto hanno prodotto nella storia, più prosaicamente continuano a generare lavoro e ricchezza.

Quanto i Comuni e lo Stato si impegnano a sviluppare le imprese artigianali e le professionalità?

Ecco uno stralcio dal resoconto della tavola rotonda organizzata dal CNA (www.CNA.it) per presentare lo studio eseguito su un campione di  112 imprese artigiane. Il sindaco di Torino (e presidente dell’Anci) è intervenuto affermando che “la politica fiscale deve privilegiare il sostegno alla crescita e allo sviluppo e, quindi, deve alleggerire il carico fiscale sulle imprese, soprattutto le piccole”.

CNA Loc tax TO

Lo studio del CNA mostra che a Torino si applica una tassazione da 35° posto su 112 (dal più alto al più basso). Quindi più pesante della media e a 77 posizioni di distanza dai Comuni migliori (nel senso che lì la tassazione sulle imprese artiginali è inferiore).
Anche la tendenza è peggiore della media; infatti l’aumento medio di tassazione, nel triennio osservato, è del 4% mentre a Torino si totalizza il 5,4 %, sia pure in rallentamento.
I due migliori Comuni (Teramo e Massa) hanno addirittura diminuito la tassazione di circa un punto nel triennio. Nel confronto gli amministratori di Torino non fanno una bellissima figura. Naturalmente le cause dell’aumento della tassazione non sono solo locali, ma spesso per effetto di norme fiscali Regionali e Nazionali. Per questo è necessario comprendere quanto incidono i trasferimenti fra i livelli di fiscalità (Comuni, Regioni, Stato).

Ciò nonostante, Torino ha fatto meglio di Milano, che atterra su un non onorevole 30° posto.
CNA Loc tax MI
Nel 2011 Milano aveva una tassazione più bassa di Torino, di un punto, e termina con un aumento del 7%, peggiore in assoluto e peggiore anche per il suo andamento più opprimentemente “ripido”. Per giunta, con un‘inversione della tendenza al risparmio, gli amministratori milanesi hanno ripristinato una tassazione in crescita.
Chi sono dunque i primi 20, anzi 21, della classifica?
CNA Loc tax best 20
Gli Amministratori di queste prime ventuno città, non solo chiedono ai loro cittadini meno degli altri Comuni, ma anche guidano un fermo trend al risparmio.
Non escludo che molti lettori possano sollevare eccezioni. Qualcuno potrebbe evidenziare che le regioni a statuto speciale trasferiscono ai loro comuni parte dei benefici non sempre equi. Altri proporranno molti “si, ma…”, con argomentazioni più o meno sostenibili. Il fatto tuttavia è che queste ventuno citta hanno saputo resistere alla pressione fiscale nazionale, e forse qualche artigiano, pur amando la propria città, sceglierà di spostarsi con la sua famiglia, di spostare il suo voto, e anche di chiedere agli amministratori del suo Comune perché le spese dell’amministrazione siano così alte e perché gli amministratori hanno scelto di tassare le imprese artigiane invece di aiutarle ad assumere apprendisti o di non aiutare i cittadini imprenditivi di aprire una nuova impresa.

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