Fisco: la benzina non rende più come una volta

Noi semplici (e)lettori possiamo eco-esteticamente rallegrarci del dimezzato (-52%) consumo di benzina (in litri fra il 1999 e il 2012). Gli esperti potrebbero spiegarci come mai. Nel frattempo noi bucolico-romantici immaginiamo che i motori a benzina siano più efficienti, che ci sia meno traffico individuale, che i cittadini preferiscano altri mezzi di trasporto.
Forse.

Purtroppo il fenomeno si descrive meglio con l’imponente trasferimento dei consumi dalla benzina al gasolio (+28%). È possibile che si tratti dell’”intelligenza dello Stato” (fare bene a sé e ai cittadini) riversata nella politica fiscale a favore del gasolio?
In primis possiamo registrare il danno eco-estetico ai cittadini. Speriamo allora che lo Stato abbia almeno fatto il proprio interesse incassando più tasse.
Purtroppo non è così.
Le entrate da imposte sulla benzina, in valore assoluto, si sono ridotte del 32 % (- 5 mld). In sintesi, lo Stato ha fatto danno sia a sé e sia ai cittadini.
Altolà.
Non possiamo trascurare che Lo Stato ha incentivato lo spostamento dei consumi sul gasolio, forse mirando ad un vantaggio (più entrate) più interessante di quello sulla benzina. Infatti il gettito fiscale da gasolio è più che raddoppiato passando da 11,4 a 24,4 miliardi (+ 53,3%). Peccato che la tassazione sui trasporti, travasandosi sui prezzi delle merci, contribuisca alla compressione dei consumi e dell’economia intera. Peccato anche che il costo industriale della benzina sia del 42 % sul prezzo di vendita e il costo del gasolio sia del 47 % sul prezzo di vendita appesantendo di conseguenza la nostra bolletta energetica nazionale di svariati miliardi.
Accertato che i cittadini abbiano avuto solo svantaggi, c’è la possibilità che lo Stato abbia perseguito un più ampio beneficio complessivo?

Sulla situazione complessiva è abbastanza disturbante rilevare che:
1) i consumi dei carburanti in litri precipitano del 17 %, accelerando, ma solo a scapito dei consumi di benzina. Non può essere solo maggiore efficienza (dal motore meno energivoro all’ottimizzazione del sistema trasporti). È anche il sintomo di un’economia industriale gravemente penalizzata
2) Il costo industriale dei carburanti è triplicato, ma specialmente a causa del gasolio che lo Stato ha privilegiato. Scelta che aiuta i petrolieri, ma penalizza cittadini, imprese e anche lo Stato.
3) Mentre i consumi precipitano le entrate dello Stato sono aumentate del 28 % partecipando significativamente alla compressione dei consumi e della produzione industriale.

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Siamo consci di essere oniricamente romantici nel credere che lo Stato intenda fare il bene dei cittadini e delle loro imprese, ma siamo sempre più colpiti dalle evidenze che lo Stato non solo non fa i nostri interessi, ma non è capace nemmeno di fare i suoi.

I dettagli alle pagine 1 e 8 di questo link

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