Il calcio italiano scivola…

Dal 1996, il mondo del pallone ha fatto segnare tanti frombolieri dai nomi vivaci o familiari, ed anche tanti record: il fatturato dei 5 principali campionati europei è cresciuto, su base annua, fra il 12,8% ed il 22,2%, con alcune rilevanti evidenze: peso di sponsor, diritti TV e incassi da biglietti allo stadio; variazioni nella classifica fra i vari campionati.

Per questa ultima classifica, gli inglesi tengono saldamente il primo posto, con 2.946 milioni di euro di incassi totali nel campionato 2011-2012 (l’ultimo per cui vi sono dati comparabili) con un + 20,6% annuo; i tedeschi scalano posizioni dal quarto posto al secondo posto con 2.018 milioni di fatturato (+ 22,2% annuo), seguiti da Liga con 1.859 milioni (+15,9%) che mantiene il terzo posto; l’Italia passa dal secondo al quarto posto con 1.682 milioni (+12,8%), e la Ligue 1 segue con 1.297 milioni (facendo un + 21,4% annuo).

La ripartizione fra i vari “contributors” ai ricavi riserva sorprese: i diritti TV ormai la fanno da padrone, con percentuali oscillanti fra il 30,7% del totale ricavi in Germania al 59% dell’Italia, dove senza TV il pallone sarebbe in autogol: gli incassi al botteghino sono costantemente diminuiti in Italia, ora al 10,9% dei ricavi, mentre sono aumentati in Premier inglese (23% dei ricavi) e Germania (23,2%), dove gli stadi presentano tassi di occupazione del 90% (come in Inghilterra) contro il 74% in Spagna ed il 51% in Italia.

La capacità tedesca di attrarre sponsor e fare merchandise è proverbiale: queste 2 voci rappresentano il 46% dei ricavi, contro il 30,1% dell’Italia, il 29,7% inglese, il 30% della Spagna.

In queste classifiche “pesa” la maggiore competitività dei club più ricchi: il Manchester United svetta con 127 milioni di euro di incassi, seguito da Real Madrid con 119 milioni, Barcellona con 117 milioni, Arsenal con 108 milioni, Bayern Monaco con 87 milioni; la prima italiana è la Juventus (unica società di prima fascia proprietaria dello stadio) con 38 milioni.

Vincere nel calcio non è solo importante: sembra essere l’unica cosa che conta.

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