#Inflazione

Molti ne parlano, altri ascoltano, interpretano, prendono decisioni, ma non è affatto detto che condividano lo stesso inequivoco, solido significato come accade per la parola “sasso.”

Secondo le teorie economiche, inflazione significa l’aumento generale dei prezzi di beni e servizi in una economia durante un determinato periodo. …….. Ne risulta che l’inflazione equivale alla perdita di valore della moneta – svalutazione monetaria – per cui il potere d’acquisto del denaro si riduce.

In coda all’articolo vi sono molte altre definizioni per la parola “inflazione”, più o meno simili. Da esse deduciamo che molti sono i fattori che insieme concorrono all’inflazione:
……. l’aumento generale dei prezzi ….frase che lascia intendere che l’inflazione è il risultato di una rilevazione dei prezzi dei quali si fa poi una media. Utopico anche solo immaginare l’enormità dello sforzo quantitativo per rilevare i prezzi di miliardi di manufatti (beni e servizi) che vengono comprati e venduti continuamente. Ciò nonostante la genialità umana ha trovato i modi, per la verità convenzionali, per stimare la media dei prezzi. Come possiamo vedere, alcune parti dell’Economia, con la E maiuscola, sono più spesso filosofico-approssimative che scientifiche.
……durante un determinato periodo…..l’inflazione non misura i prezzi, ma la differenza di prezzi all’inizio e alla fine del periodo osservato. Il concetto sottostante sarebbe che è un bene che i prezzi aumentino perché potrebbe essere il sintomo che l’economia cresce (ammesso che sia inequivoco cosa si intende per ”economia”).
……in una economia…il campione, l’ambito della rilevazione, è chiuso in una sorta di confine che isola un certo numero di umani dal resto dell’umanità; ma attenzione perché potrebbe non essere la stessa “economia” di cui si parla al punto precedente.
…… alla perdita di valore della moneta…..frase dai molteplici significati impliciti, contraddittori e annodati insieme come i serpenti di Lacoonte. L’intepretazione più semplice, e clamorosamente fuorviante, è che “stampando” carta moneta il valore dei manufatti aumenta. Ovviamente è la moneta che vale meno e non i manufatti che valgono di più. Segnaliamo che anche l’espressione “stampare moneta”, non essendo affatto corrispondente ai fatti, è del tutto fuorviante e confondente.

Tutte le definizioni si assomigliano abbastanza, in particolare nella loro sfuggente vaghezza e perché rarissime si soffermano sul fatto sostanziale che il prezzo di un manufatto dipende prevalentemente da tre fattori:
– quanta conoscenza è stata accumulata, e riusata, per produrre quel manufatto; il costo di quella conoscenza (acquisti e lavoro) forma il costo del manufatto che è la componente largamente preponderate del suo prezzo
– il prezzo è il risultato di una compravendita in cui il venditore e il compratore si sono esercitati a definire l’attrattività del manufatto. In termini misurabili: il venditore opera per definire il minimo prezzo al quale cedere il manufatto al compratore; quest’ultimo opera per fissare il massimo prezzo al quale comprare. Quando minimo dell’uno coincide col massimo dell’altro, il prezzo è definito e la transazione si conclude.
– fra il venditore e il compratore si sono inseriti altri attori (il Sistema Finanziario, l’Amministrazione Pubblica, ecc.) che con l’interposizione, e spesso manipolazione, di vari coefficienti (moneta, tassi e tasse) modificano i prezzi.

L’inflazione, insieme a sua cugina la deflazione, galleggia nel grande mare delle asimmetrie informative, delle incertezze, delle vaghezze, degli equivoci veri e voluti.

PS Per i più pazienti, determinati, e speriamo partecipanti al gioco della chiarezza, proviamo a porre domande, e risposte provocatorie, per diradare nebbie e cortine fumogene. A partire da alcuni post come
http://www.italiaperta.info/a-chi-piace-linflazione-e-la-deflazione/
http://www.italiaperta.info/il-coefficiente-lineare-sui-prezzi-cap-2/

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Qualche definizione dai dizionari

1. econ. Processo di costante e generalizzato rialzo dei prezzi, che determina una diminuzione del potere d’acquisto della moneta: lotta all’i.; tasso d’i. || i. strisciante, quando la diminuzione del potere d’acquisto è costante ma contenuta | i. galoppante, quando il potere d’acquisto diminuisce in modo vistoso e rapido
2. Aumento progressivo del livello medio generale dei prezzi, o anche diminuzione progressiva del potere di acquisto (cioè del valore) della moneta. Il fenomeno può avere molteplici cause, sia reali sia monetarie, e assumere forme differenti. Per es., si definisce i. strisciante un aumento modesto (inferiore al 10%), ma prolungato dei prezzi; i. galoppante un aumento rapido e irrefrenabile degli stessi e iper-i. un aumento particolarmente sostenuto (superiore al 50% al mese)
3. I prezzi aumentano e, talvolta, diminuiscono. L’inflazione indica il fenomeno per il quale col passare del tempo i prezzi di acquisto dei prodotti e dei servizi tendono in genere ad aumentare. Tuttavia, in alcuni periodi si può verificare una riduzione dei prezzi, definita deflazione. Particolare attenzione viene rivolta da parte degli economisti ai fenomeni di inflazione e deflazione per comprendere le cause ed elaborare interventi che permettano di controllarli e di valutarne gli effetti sull’economia. Con il termine inflazione si indica l’aumento nel tempo dei prezzi. Per misurare tale incremento si utilizza il tasso di inflazione ricavato in base a una formula matematica che permette di confrontare i prezzi di uno stesso bene in due diversi anni.
4. Secondo le teorie economiche, inflazione significa l’aumento generale dei prezzi di beni e servizi in una economia durante un determinato periodo. In generale con inflazione si definisce l’inflazione dei prezzi, ovvero l’aumento del livello generale dei prezzi. Ne risulta che l’inflazione equivale alla perdita di valore della moneta – svalutazione monetaria – per cui il potere d’acquisto del denaro si riduce. Come parametro dell’inflazione si usa il tasso d’inflazione. Il tasso d’inflazione viene normalmente calcolato tramite l’indice dei prezzi al consumo (CPI) ed equivale alla percentuale (annua) di variazione dell’indice dei prezzi. Per poter mettere a confronto l’inflazione dei paesi appartenenti all’Unione Europea, Eurostat pubblica l’indice dei prezzi al consumo armonizzato (HICP). Su inflation.eu viene riportata l’inflazione attuale come pure l’inflazione storica, sulla base del CPI e dell’HICP per paese (paesi UE). Gli economisti imputano l’inflazione innanzitutto al relativo aumento della liquidità primaria. Se circola una maggior quantità di moneta e i consumatori hanno così più denaro da spendere, la domanda di beni e servizi aumenterà. Se la produzione non cresce proporzionalmente, i prezzi aumenteranno. L’inflazione tuttavia può anche verificarsi dato che l’aumento dei prezzi d’acquisto, i costi di produzione, i prezzi d’importazione o le aliquote d’imposta vengono calcolati nel prezzo da pagare per beni e servizi. –