Italia Aperta, per dare le pagelle alla politica

Nasce un nuovo think tank di stampo liberale. Ne fanno parte, tra gli altri, Nicola Rossi, Pietro Ichino, Guido Tabellini, Ugo Arrigo, Stefano Parisi. Il giurista e cofondatore Alberto Saravalle ne spiega gli obiettivi

Nasce domani ufficialmente Italia Aperta, associazione di stampo liberale che si presenta alla stampa e ai cittadini. Non è un partito. E’ piuttosto un think thank che vuole utilizzare competenze trasversali per portare progetti e idee utili a migliorare la vita degli italiani, uscendo dalla gabbia dei cenacoli esclusivamente tecnici e intellettuali.
Come? Il suo obiettivo dichiarato è di monitorare puntualmente le normative a livello nazionale e locale, per denunciarne le logiche clientelari, la mancata trasparenza, le asimmetrie informative, il mantenimento di posizioni dominanti, il contrasto con i principi di libera concorrenza e di mercato. Non solo: poiché ciò che manca nel nostro paese, molto spesso, è l’execution (ovvero l’attuazione attraverso normative secondarie dei provvedimenti annunciati dal governo) Italia Aperta si propone anche di segnalare le omissioni dell’esecutivo che, di fatto, vanificano le riforme varate.
C’è un modo semplice per farlo: redigere delle “pagelle”, una valutazione pubblica utilizzando i criteri dell’indice di competitività della Banca Mondiale per la compilazione della guida “Doing business in …” che sono già uno standard di mercato e di facile comprensione per tutti. Solo così le nostre valutazioni e proposte potranno divenire parte del dibattito quotidiano, oltre che in parlamento e nelle aule consiliari degli enti locali.

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