#Scandalo è la parola ambigua di oggi

Anticamente lo “scandalo” era il paletto che faceva scattare la trappola. In greco, ma anche in latino, scandalo vuol dire “inciampo”, “ostacolo” e appunto anche “insidia”.

Nei dizionari dei tempi moderni, troviamo una certa uniformità di significato che proviamo a sintetizzare: È la notizia, l’inopportuna pubblicità, il clamore da tenere invece sotto silenzio nell’invisibilità; lo scandalo turba la coscienza, propria e altrui, a proposito di un comportamento contrario alle consuetudini. Specialmente se coinvolge persone di posizione elevata o comunque in vista.

La “pietra dello scandalo” è la “pietra d’inciampo” che rende visibile chi esce dal sentiero battuto delle consuetudini.

Una curiosità: la pietra dello scandalo ha fisicità concreta a Firenze, nella piazza del Porcellino al mercato. Al centro della loggia vi è un rifacimento del 1838 che riproduce a grandezza naturale una delle medioevali ruote del Carroccio che in quel punto veniva posizionato, insieme al gonfalone, entrambi simboli della Repubblica Fiorentina. La pietra era il punto nel quale venivano puniti i debitori insolventi nella Firenze rinascimentale (n.d.r. che evidentemente non era e non è Siena). La punizione consisteva nell’acculata: calate le braghe, le natiche nude venivano battute ripetutamente sulla pietra. Secondo la tradizione latina, il debitore fallito dichiarava Cedo bona – cioè, rinuncio a tutti i miei beni – e a quel punto non poteva più essere perseguito. L’obbligatorietà della restituzione del debito è un’antica e scandalosa credenza dimenticata; mentre l’accculata rimane solo nei ricordi dei creditori sprovveduti.

Vediamo bene che la parola scandalo tendenzialmente richiama sentimenti negativi.

La Bibbia fa un uso intenso e frequente di questa parola, ma è possibile che abbiamo perso, o forse mai avuto, la capacità di comprendere appieno il senso del racconto. Ma questa è un’altra storia e noi ci soffermiamo su una sola molto nota frase biblica …. è necessario che gli scandali avvengano.

Qui i significati cominciano ad essere meno negativi, pur ugualmente incomprensibili. Specie alla luce di consolidate interpretazioni ecclesiastiche secondo le quali sarebbe opportuno trattenersi dal dare notizia di ciò che si suppone dia scandalo.

Alla Bibbia, letta letteralmente, viene in soccorso, forse inconsapevole, un nutrito gruppo di psicoanalisti secondo i quali lo scandalo è invece la mimetica (imitativa) e compulsiva necessità di ripetere gli stessi comportamenti anche se ritenuti contrari al beneficio personale e sociale. Proprio come San Pietro rinnegò Gesù tre volte nonostante fosse la pietra fondante della Chiesa. Ed è tutt’altro che il solo esempio biblico di comportamento compulsivo imitativo ripetitivo.

Un po’ alla volta prende forma lo scandalo positivo, quello che scoperchia la verità sulle consuetudini inutili e controproducenti. Quelle che automaticamente e ripetitivamente riproduciamo perché sono “scontate”, talmente ovvie e radicate da scatenare violente reazioni compulsive al manifestarsi di qualche scandalo che fa venire alla luce lo scontato, ma falso convincimento.

La “pietra dello scandalo” allora può anche essere “pietra fondante del cambiamento”, rivelatrice del falso automatico (l’inciampamento), delle incoerenze, e aprire la strada verso una nuova consapevolezza.