La resilienza e il cambiamento

Dal 1947 la Costituzione Italiana è stata emendata 15 volte. Nello stesso periodo:

  • la Svizzera 63 volte
  • UK 52 volte (anche se la loro Costituzione è un pò diversa dalla nostra idea formale di costituzione)
  • la Francia 21 volte,
  • la Germania 36 volte
  • Olanda 15 volte
  • la più stabile è la Danimarca con i suoi circa 90 articoli mai cambiata dalla sua integrale riscrittura del 1953,
  • l’Irlanda 20 volte
  • la Svezia 39 volte
  • la Norvegia 30 volte
  • l’Austria 49 volte.

La bellezza delle statistiche sta negli occhi di chi le guarda. Osservo che:

  • senza dubbio la Costituzione Italiana deve essere la più bella del mondo perché si è dovuto cambiarla pochissime volte
  • ben poche volte è passata l’idea di fare cambiamenti alla Costituzione e questo rende onore al suo progetto iniziale così profondo, così dettagliato (139 articoli), così lungimirante da prevedere e codificare qualsiasi cambiamento antropo-economico accaduto nei suoi settantanni
  • una moltitudine di persone hanno lungamente lavorato, applicando una vastissima esperienza costituzionale sviluppata a partire dalla Costituzione del 1861 che aveva forse un non sgradito difetto di essere una Costituzione monarchica. Ha svolto benissimo il suo compito fino al 1947 (diversamente dai molti Paesi qui sopra che, nonostante la monarchia tuttora vigente, hanno dovuto emendare la loro Costituzione numerose volte)
  • il popolo italiano ha una indiscutibile, e quantitativa, esperienza nel frequentemente rileggere le proprie regole sociali ed efficientemente discuterle e approvarle; certamente le istituzioni e il popolo italiano sono molto più efficienti della maggior parte delle altre democrazie europee e non. Queste infatti hanno dovuto cambiare la loro Costituzione moltissime volte per fare fronte ai loro “errori iniziali” dovuti a mancanza di esperienza, capacità di prevedere il futuro e pragmatismo. È peraltro da segnalare che, esse democrazie continuamente aggiornantesi, recidivamente ritengono che aggiustare la Costituzione sia prova di solida democrazia (anche nei meccanismi approvativi).
  • Quasi tutti i Paesi evidentemente hanno Costituzioni fra le peggiori del mondo, tanto da essere costretti a cambiarle in continuazione
  • La Costituzione Italiana è talmente sacra ed intoccabile che è opportuno non cambiarla; anche il solo pensare di cambiare la Costituzione è, giustamente, un pò troppo dissacrante. Forse addirittura blasfemo. Bene fanno tutti i cittadini in massa a trovare ragioni di qualsiasi genere per non cambiarla e per ostacolare chi eventualmente volesse provarci.

Concludo ossevando in particolare l’ultimo punto che bene delinea il successo dell’apparato pubblico nel convincere i cittadini italiani sulla solidità della Costituzione più bella del mondo: meglio non abituare i cittadini a cambiarla perchè, non si sa mai, potrebbero iniziare a  pensare di essere cittadini sovrani.

PS Un pensiero evoluzionario mi perseguita: l’ottimo è nemico del buono. Il perfetto è il peggior nemico del bene. Meglio non far nulla che fare qualcosa che potrebbe essere cambiato.