Le partite contese ed assegnate.

Assegnati i diritti televisivi per la trasmissione delle partite di Serie A; eliminato dal mondiale brasiliano, il calcio italiano si auto-compiace, grazie all’assegnazione a valori record della trasmissione delle partite della massima serie: mentre sulla base dei contratti in essere per i campionati 2012-2013, 2013-2014 e 2014-2015 la Lega, e quindi le squadre, ha incassato, e incasserà, 838 milioni l’anno (tutte le partite sia sul digitale che su satellite), la firma appena apposta farà salire i diritti del 12,8% a 945 milioni per i 3 campionati successivi (sino al 2017-2018).

I contendenti Sky e Mediaset si sono spartiti i relativi diritti, dopo le usuali scaramucce: la libera competizione sembra non albergare a bordo-campo, quando la torta da spartirsi è ghiotta, ricca e può essere ben divisa solo fra 2 (pseudo) concorrenti.

Comunque un grande bottino per la Lega e le squadre di “prima fascia” (le solite note che si divideranno, a loro volta, la fetta più grossa e ricca di vitamine necessarie per tenere in piedi il giocattolo-calcio), che andrà ad incrementarsi con l’assegnazione dei diritti internazionali (stima 120 milioni), Coppa Italia e Supercoppa (sita 25 milioni).

Un mare di denaro che inonderà un calcio sempre dato per malato grave, ma che sopravvive alle (incerte e modeste) cure di rianimazione.

Valori importanti, ma ancora lontani da quanto incassa annualmente Premier League britannica (1,800 milioni), e superiori a Bundensliga (628 milioni), con la Ligue 1 francese in rapida salita (600 milioni).

L’incasso val bene un Mondiale, e pazienza per libero mercato e libera concorrenza …

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