Leggere, ovvero l’aggiornamento del nostro software.

Le biblioteche italiane sono quasi 17.500, comprese le 46 biblioteche pubbliche statali che conservano e raccolgono la produzione editoriale italiana a livello nazionale e locale, le 1.557 biblioteche degli enti religiosi, le 2.593 biblioteche delle università, le 7.014 degli enti locali.

Una distribuzione significativa sul territorio: 1 su 6 si trova in Lombardia, 1 su 11 nel Lazio, 1 su 12 in Piemonte (con una distribuzione assai composita sul territorio: ad esempio, in Piemonte ce ne sono 75 in provincia di Asti, 200 in provincia di Alessandria). Ve ne sono di antica e di più recente creazione: 7.574 sono state istituite dopo il 1948, in diretta correlazione con l’aumento della scolarità nel nostro paese. Il 76% delle biblioteche sono aperte a tutti, le restanti hanno accessi riservati a studiosi od appassionati.
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Sono cresciute le biblioteche, momenti di aggregazione e condivisione di esperienze, ma diminuiscono i lettori: anche nel 2014 i lettori di libri sono diminuiti rispetto all’anno precedente, confermando la tendenza negativa avviata nel 2010. Secondo i dati diffusi dall’Istat, nel 2014 oltre 23 milioni 750 mila persone di 6 anni e più dichiarano di aver letto almeno un libro nei 12 mesi precedenti l’intervista, per motivi non strettamente scolastici o professionali. Rispetto al 2013, la quota di lettori di libri è scesa dal 43% al 41,4%. A salvare i libri ci pensano le donne: la popolazione femminile mostra una maggiore propensione alla lettura: il 48% delle femmine e solo il 34,5% dei maschi hanno letto almeno un libro nel corso dell’anno. La quota di lettori è superiore al 50% della popolazione solo tra gli 11 ed i 19 anni mentre la fascia di età in cui si legge di più è quella tra gli 11 e i 14 anni (53,5%).
I “lettori forti”, vale a dire le persone che leggono in media almeno un libro al mese, sono il 14,3% del totale, categoria sostanzialmente stabile nel tempo. La crisi della lettura è da attribuire soprattutto a una diminuzione dei “lettori deboli” (da 11,5 milioni del 2013 a 10,7 del 2014, pari a una variazione annua del -6,8%). Quasi un lettore su due (45%) dichiara di aver letto al massimo tre libri in un anno. La propensione alla lettura, secondo l’Istat, è fortemente condizionata dall’ambiente familiare: leggono libri il 66,9% dei ragazzi tra i 6 e i 14 anni con entrambi i genitori lettori, contro il 32,7% di quelli con genitori che non leggono libri. Dal rapporto dell’istituto emerge che quasi una famiglia su dieci (9,8%) non ha alcun libro in casa; il 63,5% ne ha al massimo 100. Nel Mezzogiorno la lettura continua ad essere molto meno diffusa rispetto al resto del Paese: meno di una persona su tre nel Sud e nelle isole ha letto almeno un libro (la quota di lettori è rispettivamente il 29,4% e il 31,1% della popolazione). Alla Sicilia spetta la maglia nera nella graduatoria nazionale delle regioni italiane, con la percentuale più alta di persone, che non legge (il 71,8%). Dopo l’isola viene la Puglia con il 70,8%. A livello territoriale, la lettura risulta più diffusa al Nord, dove dichiara di aver letto almeno un libro il 48,5% delle persone residenti. Complessivamente si legge di più nei comuni centro dell’area metropolitana: la quota di lettori è al 50,8%, ma scende al 37,2% in quelli con meno di duemila abitanti.
Secondo l’analisi, la scarsa propensione alla lettura, oltre che dal livello di istruzione, è indice di difficoltà di accesso anche ad altre risorse e opportunità culturali; ai non lettori, infatti, corrispondono livelli di partecipazione culturale – come visite a musei o mostre, siti archeologici – significativamente inferiori alla media.
Il principale fattore che limita la diffusione dei libri in Italia è, per un editore su due (49,9%), la mancanza di un’efficace educazione alla lettura. Ma la produzione di nuovi titoli è sempre in crescita, indice di una “inflazione” di titoli, argomenti, manuali, “instant book” e “chincaglieria varia”: aumentano del 6,3% i titoli pubblicati e del 2,5% le copie stampate.

Elemento di notevole interesse, destinato a crescere in modo esponenziale, è che il mercato digitale continua a crescere. Quasi un libro stampato su quattro (circa 15.000 titoli, pari a oltre il 24% della produzione totale del 2013) è diffuso anche in formato e-book. E circa 5 milioni di persone di 6 anni e più hanno dichiarato di avere letto o scaricato libri online o e-book negli ultimi tre mesi: una quota pari all’8,7% della popolazione di 6 anni e più ed al 15,6% delle persone che hanno utilizzato internet negli ultimi tre mesi.
La versione digitale è ormai prevista per quasi la metà dei libri scolastici (49,6%). Le librerie indipendenti e gli “store” online sono considerati dalla maggioranza degli editori (rispettivamente il 41,3% e il 31,5%) i canali di distribuzione su cui puntare, per accrescere la domanda ed ampliare il pubblico dei lettori. Il settore dell’editoria per ragazzi mostra invece una netta ripresa (+18,6% il numero di titoli pubblicati rispetto al 2012) e +23,1% per l’editoria educativo-scolastica.

Un libro è per sempre, e ti accompagna senza far rumore, aggiornando costantemente il software del nostro pensare.

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