L’implacabile legge di Merton smonta l’idea del legislatore che comanda.

De Nicola e Bragantini ingaggiano una conversazione sulla legge di Merton secondo la quale falliscono, assai frequentemente, i tentativi del legislatore di imporre (con  leggi-comando) comportamenti economici ai Cittadini. Questi invece si inventano mille modi per comunque raggiungere il loro scopo nonostante i comandi nei quali non credono. È una storia assai datata; è difficile imporre agli uomini comportamenti che ritengono contrari ai loro interessi.

È l’idea stessa del comando degli Amministratori Pubblici sui Cittadini che ha fatto il suo tempo. La democrazia, in Italia particolarmente, garantisce al Cittadino il “diritto della sovranità”, ma chiama a sè, all’Amministrazione Pubblica, l’esercizio del potere, il comando. Da ottocento anni, la Storia della democrazia è un percorso di trasferimento evolutivo dell’effettivo esercizio del potere dagli Amministratori  Pubblici ai Cittadini. Non importa se gli Amministratori Pubblici sono autocrati o democratici; cambia l’intensità di violenza nel cambiamento, ma il cambiamento in sè non si ferma.

Qualche numero e fatto. Prima del 1940 le Costituzioni democratiche (quelle che, nelle dichiarazioni, sostengono la sovranità del popolo) erano una dozzina; ai giorni nostri sono circa duecento. L’incredibilmente rapida espansione delle democrazie non corrisponde però all’evoluzione delle forme dell’esercizio del potere. Salvo qualche rara eccezione, il comando rimane essenzialmente centralizzato.

La legge di Merton dimostra con gli esempi, che il comando del popolo (Amministratori Pubblici) sul popolo funziona sempre meno. Altri fenomeni sociologici lo dimostrano ancora di più. La democrazia non evolve da settant’anni ed è stanca. Il diritto alla sovranità non basta, è necessario trasferire anche parti del potere esecutivo, un passo alla volta.

Alessandro de Nicola: L’imprevedibilità delle leggi e gli effetti distorti sull’economia.

Il commento di Bragantini e la replica di De Nicola: Il rapporto migliore tra leggi ed economia