Ma c’è qualcuno che si assume le responsabilità senza scaricarle su un altro ?

Riceviamo dall’autore, Avv. Riccardo Cappello, e volentieri pubblichiamo.

È molto interessante, oltre che sintomatico di come vengono affrontati i problemi in Italia e dell’abilità delle parti nel “rimpallarsi” le responsabilità, quanto postato il 16 dicembre 2014 da Roberta Calabrò su Mobilitazione Generale degli Avvocati – M.G.A. –

Al Ministro della giustizia. — Per sapere – premesso che: con nota del 16 novembre 2012, il Ministero della giustizia ha delegato il Consiglio nazionale forense a svolgere attività di indagine, tesa ad approfondire i fatti e le circostanze oggetto della segnalazione di alcuni avvocati iscritti all’ordine di Roma, relativa a presunte irregolarità nella gestione del Consiglio dell’ordine degli avvocati di Roma; gli esiti di tale attività sono stati trasmessi dal Consiglio nazionale forense al Ministero della giustizia con nota, in data 19 luglio 2013, per quanto di competenza del Ministero stesso; con nota del 19 dicembre 2013, il Ministero della giustizia ha invece disposto che per il prosieguo del procedimento fosse il Consiglio nazionale forense ad esprimere preventivamente il suo parere/proposta; in data 28 marzo 2014, il Consiglio nazionale forense ha chiesto al Ministero della giustizia di disporre lo scioglimento del Consiglio dell’ordine degli avvocati di Roma,ai sensi dell’articolo 33, comma 1, della legge 31 dicembre 2012, n. 247; con diffida in data 10 aprile 2014, notificata l’8 maggio 2014, il Ministero della giustizia intimava al Consiglio dell’ordine degli avvocati di Roma di produrre entro 10 giorni una serie di documenti, ai fini del provvedimenti di cui all’articolo 33; la proposta di scioglimento del Consiglio nazionale forense si basa su fatti che, se confermati, sarebbero molto gravi: la conclusione di un contratto per la cura dell’immagine e comunicazione del Consiglio con un soggetto che è poi risultato socio del presidente del Consiglio dell’ordine in altra società di comunicazione (avente sede presso l’abitazione del presidente stesso) e la stipula di numerosi contratti a tempo determinato con modalità non corrette, cinque dei quali a favore di parenti di dipendenti del Consiglio dell’ordine (a seguito dell’annullamento d’ufficio, per gravi irregolarità, del concorso per assunzioni a tempo indeterminato precedentemente indetto dal Consiglio); da notizie di stampa risultano in corso una serie di procedimenti penali relativi alla gestione del Consiglio dell’ordine degli avvocati di Roma, che includono anche i fatti oggetto dell’indagine del Consiglio nazionale forense; ai sensi dell’articolo 33 della legge 31 dicembre 2014, n. 247, il consiglio è sciolto se non è in grado di funzionare regolarmente, se non adempie agli obblighi prescritti dalla legge o se ricorrono altri gravi motivi di rilevante interesse pubblico; lo scioglimento e la nomina del commissario sono disposti con decreto del Ministro della giustizia, su proposta del Consiglio nazionale forense, previa diffida; sono decorsi otto mesi dalla proposta di scioglimento del Consiglio nazionale forense e sette mesi dalla scadenza del termine per consegna di documenti, contenuto nella diffida ministeriale notificata l’8 maggio 2014; nonostante il tempo trascorso, il Ministro interrogato non ha ancora provveduto; recentemente, il Consiglio dell’ordine degli avvocati di Roma, destinatario della suddetta proposta di scioglimento del Consiglio nazionale forense ha indetto le elezioni per il prossimo Consiglio dell’ordine per il 14, 15, 16 e 17 gennaio 2015, provocando ulteriori polemiche per la data anticipata rispetto alla prassi degli anni precedenti; è evidente l’urgenza di fare chiarezza, in quanto non è pensabile che le elezioni possano essere gestite da un Consiglio dell’ordine sul quale pende una richiesta di scioglimento per gravi violazioni ed irregolarità; pare, quindi, essenziale che il Ministero della giustizia provveda entro pochi giorni, esprimendosi in un senso o nell’altro sulla proposta di scioglimento del Consiglio nazionale forense, non essendo possibile che tale situazione di incertezza continui anche nel mese precedente le elezioni, perché gravissimi sarebbero i danni per la credibilità dell’istituzione forense –: se intenda provvedere sulla richiesta del Consiglio nazionale forense e se il relativo provvedimento sarà emesso entro il 20 dicembre 2014, in modo da consentire che la situazione sia definita con congruo anticipo rispetto alla data delle elezioni.

Avv. Riccardo Cappello

Di seguito il link all’articolo: http://ilcappio.com/?p=698

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