“Pacchetto localizzativo” nel Comune di Cremona

Riflessioni e commenti sul “Pacchetto localizzativo” di incentivi e agevolazioni rivolte alle attività produttive e del terziario avanzato che investono nel Comune di Cremona

 SINTESI

Sintesi degli eventi e descrizione del provvedimento

Il Comune di Cremona il 18 novembre 2010 inizia la stesura del PGT (Piano di governo del territorio) che si conclude con la sua approvazione il 28 gennaio del 2013.

Nei primi giorni di Ottobre 2013 il Consiglio comunale dà il via libera alla Variante generale del PGT che, secondo le intenzioni “ridefinisce le strategie e le azioni da perseguire nel breve – medio termine rispetto agli obiettivi fissati come prioritari per il conseguimento di una nuova “coerenza urbana” delle trasformazioni. Le strategie per loro natura forniscono indirizzi e modalità all’azione di governo del territorio. La Variante generale al PGT, nell’attuazione dei suoi obiettivi, favorisce l’iniziativa dei cittadini nella trasformazione e nel cambiamento della città, attraverso percorsi di concertazione tra i cittadini stessi e l’Amministrazione Comunale, in un rapporto di fiducia e trasparenza

e nella logica del raggiungimento dell’interesse generale e del bene comune. L’azione sinergica tra operatore pubblico ed operatore privato diventa, pertanto, la modalità attuativa principale per conseguire tale fine.

Il cittadino e l’operatore divengono protagonisti di una trasformazione della città, l’ente locale valorizza e incentiva i tentativi che emergono dalla società̀ formando indirizzi per lo sviluppo armonico del territorio”.

DESCRIZIONE DEL CASO

All’interno della Variante generale del PGT è inserita una misura denominata “Pacchetto localizzativo” che unitamente al Piano di Governo del Territorio (PGT), coinvolgendo attivamente  gli operatori privati, è finalizzato :

  • al mantenimento nel centro abitato di attività compatibili con le funzioni urbane (attività artigianali, di servizio, terziario avanzato);
  • alla ricollocazione in altra area, all’interno del Comune, delle attività incompatibili con il centro abitato;
  • all’insediamento di nuove realtà produttive o terziarie nelle aree individuate dal PGT;
  • l’inserimento di attività produttive in aree dimesse da recuperarsi.

Inoltre, negli obiettivi della amministrazione comunale, il Pacchetto Localizzativo ha la finalità, non secondaria, di dare un impulso all’economia locale attraverso investimenti e richiamando nuovi investitori.

Conseguentemente, l’amministrazione comunale ha previsto l’inclusione di misure di carattere amministrativo ed economico indirizzate alla piccola e media impresa, sia industriale che artigianale, ed al terziario avanzato.

Aree interessate dal Pacchetto Localizzativo e loro destinazione

Obiettivi fondamentali del provvedimento sono:

  • la valorizzazione del polo produttivo al Porto Canale, con una specificità industriale;
  • il completamento del polo produttivo di Ca’ de’ Berenzani, con una specificità mista industriale leggera e artigianale e dell’area in via Picenengo;
  • la realizzazione del polo produttivo di San Felice, alla luce della strategicità localizzativa a ridosso del casello autostrade (A 21) e della futura autostrada Cremona-Mantova;
  • il recupero e la riqualificazione delle aree dimesse dell’ex Armaguerra e dell’ex Piacenza;
  • la riqualificazione urbana per lo sviluppo del terziario avanzato (polo tecnologico) nell’area ex Annonaria.

Vi è anche l’intenzione di agevolare la creazione di servizi all’impresa con il terziario avanzato presente sul territorio, di promuovere la creazione di filiere produttive e valorizzare le attività artigianali.

 Forme di incentivazione previste

Il pacchetto localizzativo prevede agevolazioni specifiche per le imprese che scelgono di insediarsi nel comune di Cremona, efficaci solo sul territorio del comune.

Forme di incentivazione urbanistica: condizioni insediative vantaggiose per le nuove PMI. Si prevede la realizzazione di accordi di partenariato con le imprese interessate, al fine di ottenere prezzi di vendita delle aree destinate alle nuove imprese artigianali, attualmente di proprietà privata, convenzionati con l’ente locale e inferiori ai prezzi di mercato. Si ipotizza un prezzo pari alla metà di quello del mercato.

Forme di incentivazione edilizia:

1        vengono proposte procedure semplificate per le pratiche da svolgere attraverso le quali il comune si propone di rilasciare il permesso di costruire entro 30-40 giorni dalla consegna dell’istanza;

2        progressiva riduzione degli oneri di urbanizzazione dovuti  in misura che varia dal 10 al 32% più ulteriori abbattimenti per gli edifici “eco”. Sono previste ulteriori agevolazioni a seconda della tipologia dell’area in questione;

3        tempistiche di pagamento degli oneri: anticipo del 25% e rateizzazione degli importi residui.

Forme di incentivazione fiscali/tributarie:

1        Applicazione per 5 anni dell’aliquota IMU minima prevista per legge. Per aver diritto  all’agevolazione, i fabbricati in questione devono essere posseduti ed utilizzati dal medesimo soggetto esercente l’attività di nuova costituzione;

2        Riduzione del 50%, con decorrenza a partire dall’anno 2013 in avanti, del Tributo comunale sui rifiuti e sui servizi per i primi 5 anni di occupazione dei locali o aree.

Forme di incentivazione finanziarie:

Il provvedimento si pone l’obiettivo di coinvolgere il ceto bancario al fine di ottenere mutui agevolati, linee di credito dedicate, finanziamenti per la formazione e l’assistenza tecnica. Continueranno le forme di agevolazione con Confidi già in essere.

Servizi di supporto alle imprese:

Il provvedimento menziona l’importanza di fornire alle imprese una serie di servizi di supporto a costi ragionevoli, in relazione alle dimensioni medie aziendali, senza, tuttavia, specificarne le modalità operative.

In particolare, vengono menzionate le infrastrutture, i collegamenti stradali, i servizi di consulenza all’impresa, gli impianti e le attrezzature tecnologiche.

 Altre informazioni contenute nel documento oggetto di approvazione da parte della amministrazione comunale

Nel documento vengono evidenziate le opere già realizzate ed in corso da parte dell’amministrazione comunale per quanto riguarda le infrastrutture nonchè altre misure di supporto già esistenti ed operative all’interno del Comune di Cremona:

1        opere finalizzate al miglioramento e sviluppo dei collegamenti stradali e fluviali;

2        servizi di consulenza all’impresa forniti sia dai privati sia dagli Enti pubblici quali CCIA, sportello unico del Comune, la Fiera, l’Istituto sperimentale per la zootecnia, le Università ed altro;

3        impianti quali depuratore, acquedotto rete di energia elettrica, rete di gas metano, raccolta dei rifiuti; e le attrezzature tecnologiche come la rete di telecomunicazioni e cablaggi

Vengono, in ultimo, presentate le agevolazioni regionali e comunitarie, programmi e fondi già esistenti che potrebbero ulteriormente sostenere le attività economiche al momento dell’insediamento delle stesse nelle citate aree del Comune di Cremona.

 VALUTAZIONE

Considerazioni sul provvedimento

Il provvedimento ha l’obiettivo di creare una, seppur embrionale, concorrenza tra amministrazioni comunali limitrofe, in conseguenza del fatto che gli insediamenti produttivi e commerciali, storicamente, si sono via via decentrati dal Comune di Cremona ai più piccoli Comuni limitrofi in ragione del minore costo dei terreni, delle urbanizzazioni e dei tributi locali.

Nel documento oggetto di approvazione viene dato spazio ad analisi, considerazioni e descrizioni di provvedimenti che in linea teorica potrebbero incentivare l’insediamento di nuove attività produttive.

Solo poche pagine descrivono le possibili forme di incentivo (urbanistica, edilizia, fiscali/tributarie e finanziarie) previste dall’ Amministrazione senza, tuttavia:

  • circostanziare e dettagliare alcune tipologie di incentivazione varate dalla amministrazione comunale che sono, allo stato, ancora in fase di definizione;
  • indicare gli –eventuali- costi diretti, indiretti ed esternalità che tali forme di incentivazione avranno per l’amministrazione comunale.

Inoltre, non compare alcuna indicazione del costo complessivo del provvedimento e della relativa copertura finanziaria. Sulla base delle informazioni ricevute, il provvedimento è stato valutato dalla amministrazione a costi sostanzialmente nulli, nonostante l’amministrazione stessa, oltre ad erogare le forme di incentivazione prima descritte, debba farsi parte attiva nel raggiungimento di accordi di partenariato con le imprese interessate, al fine di ottenere prezzi di vendita delle aree destinate alle nuove imprese artigianali, attualmente di proprietà privata, a prezzi non di mercato. A tal proposito:

  • non vengono chiariti i meccanismi di remunerazione dei soggetti privati proprietari delle aree oggetto del provvedimento che renderebbero convenienti per gli stessi la cessione di parte delle aree a prezzi inferiori al mercato;
  • nel documento approvato non sono state rese note le generalità degli operatori privati né se esistono accordi già formalizzati tra gli stessi e l’amministrazione comunale.

Altro punto non chiaro e non trattato all’interno del provvedimento è a chi, nello specifico, è indirizzato il provvedimento: se ad operatori già presenti sul territorio comunale o se ad operatori attualmente insediati in altre aree. Le imprese già risiedenti nel comune avrebbero un beneficio nel rilocalizzarsi, ma non porterebbero ricchezza aggiuntiva alla comunità che, anzi, vedrebbe diminuire gli introiti di tributi locali. Le imprese non residenti nel territorio del Comune di Cremona beneficerebbero degli incentivi sopra descritti che potrebbero non compensare i costi significativi che di norma caratterizza una rilocalizzazione, di fatto disincentivandola.

Nessuna specifica azione è stata posta in essere al fine di creare centri di eccellenza specifici per taluni settori industriali che caratterizzano il territorio cremonese, come ad esempio l’agroalimentare, con l’obiettivo di attirare gli operatori del settore, al fine di creare sinergie tipiche dei distretti industriali.

Il pacchetto localizzativo non esplicita, inoltre, le linee guida di riqualificazione degli eventuali spazi lasciati liberi dalle aziende qualora queste migrassero verso l’esterno della città.

Infine, nel complesso, oltre a non quantificare alcun costo per l’amministrazione comunale, non vengono stimati:

  • se e quali benefici si avrebbero per la comunità nel suo complesso;
  • gli eventuali benefici per gli operatori che verranno eventualmente coinvolti nel progetto di riqualificazione delle aree.

 Conclusione

Sebbene si intravedano alcuni elementi positivi che caratterizzano il provvedimento del pacchetto localizzativo, quali l’introduzione di un concetto di concorrenza tra le amministrazioni locali a beneficio dell’utente e la volontà di razionalizzare il territorio, riteniamo che:

  • la mancata adozione di una strategia e di una valutazione complessiva nell’individuare in maniera compiuta le controparti alle quali indirizzare il provvedimento;
  • la scarsa chiarezza dell’impatto che tale provvedimento avrebbe sui conti dell’ente locale;
  • l’effettiva realizzabilità e la relativa attrattività degli incentivi proposti che, peraltro, sono ancora parzialmente in fase di definizione;
  • la non quantificazione dei benefici per la comunità nel suo complesso;

 

siano elementi tali da farci ritenere che, nel complesso, il provvedimento assunto dalla amministrazione comunale sia insufficiente e debba essere rivisto nella sua impostazione generale.

Valutatore 1: giudizio insufficiente, per la indeterminatezza del progetto (costi, investimenti, ritorni economici) che contiene peraltro di elementi di c.d. “pianificazione” che sembrano prevalere sugli elementi di “liberalizzazione e sostegno alla competitività”.

 Valutatore 2: Giudizio insufficiente

Le argomentazioni economiche ed efficienziali sono rivolte prevalentemente ad ascoltatori di categoria e specialistici. In effetti su quelli si realizza il principale impatto, positivo o negativo, del provvedimento. Tuttavia è sempre rilevante dare ai cittadini evidenza concreta, chiara  e ben argomentata del beneficio che la comunità si presume tragga dai provvedimenti. Su questo aspetto il giudizio pende al negativo; anche se mitigato da un certo tentativo di affrontare un cambiamento sulle argomentazioni e sui beneficiari. Quindi il provvedimento merita un adattamento meno severo: insufficiente.

 

 

 

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