#Polemica è la parola ambiua di oggi

La parola ambigua di oggi è: polemica.

L’aggettivo polemico mantiene nel tempo il suo significato etimologico (greco πολεμικός) bellicoso, guerresco, attinente alla guerra, e caratterizza un confronto verbale, evidentemente tutt’altro che pacato, contro un avversario identificato come bersaglio della polemica. Anche il sostantivo polèmica mantiene il suo significato nel tempo (controversia, piuttosto vivace, su argomenti letterarî, scientifici, filosofici, politici, ecc.).

L’attività del polemizzare qualifica il millenario piacere umano di esercitarsi nel contrasto, nella discussione condotta anche per il solo piacere di contraddire il prossimo, con l’atteggiamento di critica preconcetta che svela un intento distruttivo verso l’avversario.

In sostanza la polemica prefigura il desiderio non di investigare sul pensiero del prossimo per capire, per coglierne gli elementi vantaggiosi, per imparare, ma piuttosto di definitivamente prevalere sull’avversario con qualsiasi mezzo. Evidenzia una visione piuttosto primitiva delle relazioni umane: mors tua vita mea.

L’ambiguità sta quindi non tanto nella parola il cui significato è univico, ma nella capacità di distinguere la dialettica, anche in vivace contraddittorio, dalla negativa e distruttiva polemica.

Un aiuto sostanziale ci viene dai linguisti della Scuola di Ginevra che ci propongono il caratteristico procedere del metodo polemico:

  1. individuazione di un avversario-persona, il bersaglio della polemica, che spesso viene nominato, nell’enunciato, con uno o più atti di aggressione.
  2. spostamento del discorso: dai fatti, dall’argomento originale della discussione, alle craratteristiche del bersaglio, dell’interlocutore; le parole dell’avversario e i fatti, qualsiasi fatto, vengono analizzati e piegati, senza alcuna logica e coerenza, se non quella del fine della polemica: prevalere
  3. eliminazione completa dei fatti e degli enunciati messi a cofronto, per infierire esclusivamente sul bersaglio-persona usando qualsiasi altra affermazione o fatto

In sintesi la polemica si focalizza sulle caratteristiche personali dell’avversario sul quale concentra qualsiasi argomento utile a smantellarne la credibilità pubblica. Il metodo polemico è un metodo contrapposto al metodo democratico in cui il voto serve a decidere, secondo il principio della non unanimità. Al contrario del principio dell’unanimità, la votazione a maggioranza è forma concreta del rispetto delle diversità delle idee.

È possibile che gli spettatori del confronto, per esempio noi cittadini rispetto al confronto politico, siano in maggioranza favorevoli ai metodi polemici e alla loro spettacolarità gladiatoria? È questa preferenza che anima la dialettica polemica, e senza termine, del teatrino politico?