Politici e magistrati, un pò di umiltà (e di buon senso)

Da una parte quelli che “tutti i politici sono ladri” (nessuna migliore assoluzione per i politici ladri!). Dall’altra parte quelli che “tutti i magistrati sono inefficienti, politicizzati e affetti da protagonismo” (una botta in testa ai tanti giudici che fanno in silenzio il loro prezioso lavoro con sacrificio, imparzialità e dedizione). I primi alimentano l’aggressività dei secondi; e viceversa. Non una parola, da parte dei primi, sulle intollerabili disfunzioni e ritardi dell’amministrazione giudiziaria italiana, sulle enormi disparità di impegno e di risultati che si registrano tra i giudici di uffici diversi e di uno stesso ufficio, sull’impunita indisponibilità dei peggiori ad allinearsi almeno alla media. Da parte dei secondi, non una parola sull’incapacità del ceto politico di dotarsi, e dotare le amministrazioni che da esso dipendono, degli anticorpi indispensabili per ridurre il fenomeno endemico della corruzione ai livelli dei Paesi a nord delle Alpi.

Un appello a entrambe le parti: ciascuna faccia precedere ogni invettiva contro l’altra dall’indicazione di almeno una misura concretamente attuabile subito per correggere almeno uno dei propri difetti. Per esempio, mi piacerebbe un presidente dell’A.N.M. che esordisse dicendo: “il modo in cui funziona la giustizia civile è insopportabile: dobbiamo imparare a trattare i procedimenti in modo sequenziale, concentrando istruttoria e discussione e programmandone fin dall’inizio i tempi con gli avvocati: ci sarebbe lo strumento operativo per farlo, che colpevolmente lasciamo nel cassetto”; poi aggiunga pure il suo ceterum censeo contro i politici corrotti. E mi piacerebbe un leader dei politici iper-garantisti che esordisse dicendo: “stiamo sbagliando a insabbiare o depotenziare la legge sulla trasparenza totale e quella sulla cooperazione civica nella lotta alla corruzione (il cosiddetto whistleblowing), entrambe mutuate dalle migliori esperienze straniere”; poi aggiunga pure il suo ceterum censeo contro i giudici politicizzati e manettari. Così si respirerebbe un’aria decisamente migliore.