Quando la banca parla straniero.

Il database Bankscope informa sulla presenza di azionisti esteri nelle banche di Germania, Spagna, Francia ed Italia, al 27 marzo 2014. Su 689 banche attive in Italia, in 50 vi sono azionisti esteri, con una presenza del 7,3% nel capitale delle banche italiane, rispetto alla media dell’8,5% dei principali paesi dell’Eurozona: più aperte al capitale straniero sono Francia (23,8%) e Spagna (30,6%), più chiusa la Germania (3,1%). In termini di attivi bancari (crediti erogati a clientela), nell’Eurozona l’attivo delle banche estere era, sino al 2012, del 19,5%, con Germania all’11,1%, Francia al 12,9%, Spagna all’11,6%, Italia al 17,4%; nel 2013, la percentuale di attivi bancari “esteri” si è lievemente ridotta al 16,1% in Italia. Questo dato si confronta con la quota di mercato detenuta dai primi 5 gruppi bancari, che in Italia pesano per il 49,4% degli attivi bancari (in Germania è il 22%, in Francia il 52 ,3%, in Spagna il 40,4%). Elevata concentrazione, sia di mercato che di clientela (e quando il credito peggiora, i “dolori” aumentano…), struttura del capitale prevalentemente domestica. La prossima, vicina stagione degli aumenti di capitale potrebbe portare ad una maggiore presenza di investitori stranieri; le attese per una migliore “governance” si aggiungono a quelle di una migliore erogazione del credito.

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