Quanto è lontana l’Italia Semplice

Tanto tuonò che piovve. Dopo un faticoso consiglio dei ministri é stato finalmente approvato il disegno di legge annuale sulla concorrenza..
Si sa che i più strenui oppositori di alcune misure sono stati i ministri NCD, il che contribuisce a spiegare perché il centro-destra italiano sia in condizioni pietose. Invece che sfidare la sinistra sul terreno della libertà economica, corporativismo, protezionismo o mera confusione ne sono spesso il tratto distintivo in tutte le sue declinazioni.

Ma veniamo al provvedimento. Purtroppo, a causa delle anzidette resistenze, alcune aspettative sono andate deluse, prima di tutte la mancata liberalizzazione dei farmaci di fascia C, senza una vera ragione se non quella di mantenere un monopolio nella distribuzione a favore delle farmacie. Infatti, non sussistono ostacoli giuridici (addirittura ci si era inventati sentenze contrarie di Corte di giustizia e Corte Costituzionale che non proibiscono invece alcunché) e la vendita alla presenza di un farmacista, seppur dipendente di una parafarmacia, darebbe tutte le necessarie garanzie. Meno male che è stata ammessa l’entrata di soci di capitale nelle farmacie e fatti saltare i tetti al numero di licenze acquisibili da un soggetto per favorire economie di scala e investimenti.
Cancellate anche le proposte tese ad impedire alle Autorità portuali di svolgere – direttamente o attraverso società partecipate – ogni attività imprenditoriale di natura industriale e commerciale in ambito portuale per un ovvio problema di conflitto di interessi, imponendo contemporaneamente gare trasparenti per l’affidamento dei servizi.
Un vero peccato, poi, che non si sia eliminato il limite del 15% di sconto nella vendita dei libri, editto di controllo dei prezzi degno dell’imperatore Diocleziano ma non di un’economia moderna.
Passiamo alle buone notizie. Intanto vengono sciolti, si spera definitivamente, alcuni nodi che più passavano gli anni più sì ingarbugliavano. Classico esempio la possibilità per gli avvocati di costituire società di capitali e di appartenere a più associazioni professionali. L’opposizione della classe forense era non razionale da un punto di vista economico ed ormai anche anacronistica. Infatti, la possibilità di accogliere investitori da parte degli studi legali consentirà sviluppo ed efficienza: basti vedere la marcia inarrestabile degli studi australiani quotati in borsa. Inoltre, poiché in Gran Bretagna é permesso formare società multi-professionali e capitalistiche, per il principio di libertà di prestazione di servizi nella UE già oggi basta costituirne una lì e offrire servizi in Italia. Positiva l’eliminazione dell’esclusiva della consulenza stragiudiziale a favore degli avvocati (commercialisti e molti consulenti sono in grado di fornire un buon servizio), mentre l’obbligo di preventivo rischia di non tenere in conto che in molti casi (quando ad esempio la fatturazione é su base oraria) tale preventivo sarà assai vago.
Ottimo anche il passo in avanti compiuto con l’apertura sia del raggio di azione territoriale dell’attività dei notai sia delle maglie dei concorsi; significativa l’opportunità loro concessa di farsi pubblicità nonché la sottrazione alla loro competenza esclusiva della stipula di alcuni contratti immobiliari per un valore minore di 100.000 € e di certi atti societari. Perché non c’é bisogno del notaio per un contratto di locazione dal valore di milioni e sarebbe invece necessario per comprare un garage a Roccacannuccia?
Buona, sempre in tema di monopoli, l’abolizione di quello riservato alle Poste per la consegna degli atti giudiziari e di quelli relativi al Codice della strada.
Una bella novità, sempre nel solco della rottura di oligopoli, é la portabilità dei fondi pensione da parte del dipendente (ivi compresa la quota a carico del datore di lavoro), che potrà tranquillamente cambiare lavoro continuando ad accumulare risparmi col fondo di cui è soddisfatto. Inoltre, i fondi potranno farsi concorrenza perché viene tolto il vincolo di trovare sottoscrittori solo all’interno della categoria professionale di riferimento.
Pur se con tempi lunghi (dal 2018) va altresì applaudita l’abolizione del mercato tutelato per energia e gas. Se si vuole un mercato concorrenziale, innovativo e che tenga bassi i prezzi, non lo si può restringere entro limiti angusti. Anche l’allentamento dei vincoli per i nuovi entranti nel mercato di distribuzione dei carburanti dovrebbe soddisfare i consumatori.
Tipico intervento pro-consumatore ma in realtà inutilmente dirigista è quello che obbliga le assicurazioni, sotto sorveglianza dell’autorità di settore, a “praticare forti sconti” ai clienti che accettano l’installazione della scatola nera sui veicoli. Se tale installazione abbassa i costi per le compagnie, saranno queste ultime a farsi concorrenza, senza bisogno di spintarelle burocratiche. Mettiamola così: visto che gli sconti verrebbero comunque offerti, la norma non fa troppi danni.
Positiva invece l’introduzione di doveri di maggior trasparenza nei rapporti tra società televisive, telecom, banche, assicurazioni e loro clienti: è sempre bene che vi sia meno asimmetria informativa possibile tra le parti di un contratto.
Che giudizio possiamo dare di questa lenzuolata? L’Ocse stima un aumento del PIL di oltre il 3% grazie alle liberalizzazioni e questa non é una sorpresa. Però, nonostante i lodevoli passi in avanti, le sconfitte patite su vari fronti, la minuziosità di alcune regolamentazioni contenute nel Ddl e l’inevitabile battaglia che verrà ingaggiata in Parlamento dalle lobby ci fanno capire che non siamo ancora arrivati all’Italia Semplice descritta dal premier in conferenza stampa. Per ora ci basterebbe fosse un po’ meno complicata.

Alessandro De Nicola
adenicola@adamsmith.it
Twitter @aledenicola

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