Referendum e società partecipate comunali.

La legge Giolitti del 1903, a proposito della costituzione di una società partecipata da parte di un comune, prevedeva:

“La deliberazione del consiglio comunale è sottoposta anche al voto degli elettori del comune, convocati con manifesto della giunta municipale da pubblicarsi almeno quindici giorni prima della convocazione. L’elettore vota pel sì o pel no sulla questione della assunzione diretta del servizio. Nel caso di risultato contrario alla deliberazione del consiglio comunale, la proposta di assunzione diretta del servizio non può essere ripresentata se non dopo tre anni, salvo che un quarto almeno degli elettori inscritti ne faccia richiesta nelle forme prescritte dal regolamento; ma anche in questo caso non dovrà esser trascorso meno di un anno dall’avvenuta votazione”.

Dal sito di Sodo Caustico

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