#Resilienza è la parola ambigua di oggi

La mia stima per Severgnini diventa più grande quando include qualche pensiero divergente. Servergnini, nel suo Italians e in molte altre circostanze, attribuisce agli italiani una positiva caratteristica: la resilienza. Nel mio piccolo, anche io credo che gli italiani siano collettivamente resilienti. Purtroppo non credo che la resilienza sia una qualità caratteriale positiva. Severgnini associa alla parola significati quali “determinati”, “tenaci”, “resistenti”. Sfortunatamente essi non sono sinonimi, ma piuttosto attributi, della caratteristica distintiva della parola: “capace di tornare alla forma iniziale nonostante le forze che ne hanno cambiato la forma”.  Allo stesso modo di una molla che, prima compressa, tende a tornare alla sua forma iniziale. Interpretazione molto diversa da quella di Severgnini. La definizione che si trova nei dizionari, e nei manuali di ingegneria, sposta il significato verso:

  • resistente al cambiamento
  • yes but…al momento sembro accettare il cambiamento, ma solo per tornare alla mia precedente posizione
  • cambiare tutto per non cambiare nulla
  • fare ammuina.

Insomma far credere al prossimo di accettare il cambiamento dissimulando i propri intenti e puntando invece a lasciare tutto com’è. Una sorta di inganno per rinviare e evitare che il camboamento avvenga davvero.

A me pare una caratteristica ingegneristicamente utile, ma una pessima caratteristica delle personalità ingannevoli e ingannanti che impediscono ogni forma di evoluzione.