Scandalo, nulla di fatto, controscandalo e si ricomincia

È lo psico-ciclo ripetitivo; un movie visto e recitato in infinite rivisitazioni scenografiche. Un vorticoso male della mente senza via d’uscita?

1. “Alcuni” traggono beneficio da comportamenti che “altri” considerano eticamente e moralmente antisociali, il contrario de “la cosa giusta” (quella che dovrebbe portare beneficio a sé e agli altri)
2. Gli “altri” lanciano clamorose e minacciose accuse verso chi “sbaglia”
3. Poi le “commissioni”, meglio se miste, scoprono che, salvo le solite fisiologiche eccezioni, tutto funziona come previsto
4. Gli “altri vers. 2” lanciano allora il “contro scandalo” del nulla di fatto verso quei comportamenti non-etici, amorali, asociali
5. Infine passa il tempo, neanche tanto, e si passa al successivo psico-ciclo.

La malattia è la schizofrenia quotidiana fra il proprio beneficio e la cosa giusta. Il malato sceglie sempre il proprio beneficio immediato per poi sottomettersi contrito ai riti di ricandeggio della coscienza.

Provocatoriamente ci ispiriamo al caso dei vigili assenti a capodanno, fenomeno diffuso in molte città. Ogni riferimento a fatti e circostanze è ovviamente ipotetico, tratto da informazioni frammentarie apparse sui media che sappiamo essere a loro volta interpretazioni dei fatti. Solo la storia e le “commissioni” spiegheranno l’interpretazione ortodossa delle vicende. Spiegazione che arriverà quando l’interesse sarà svanito. L’interesse di chi?

Il Sindaco ritiene di applicare, insieme ad altre modifiche di servizio, la rotazione delle zone. Il principio è generalmente sano e opportuno in qualsiasi organizzazione perché previene la perniciosa convergenza di interessi particolari fra controllori e controllati. Non si capisce come mai non fosse già prevista nel contratto. La rotazione non implica un’accusa di corruzione generalizzata, ma contribuisce a difendere gli onesti, controllati e controllori, contro quei pochi che hanno propensione a cadere in tentazione. Questi ultimi sono gli “alcuni”.
Sfortunatamente il Sindaco non ha fatto i conti con la democrazia e probabilmente ritiene che il capo debba comandare. Sfortunatamente per il sindaco, in democrazia, il capo non può prendere decisioni politiche incoerenti con le aspettative della maggioranza, quand’anche le sue decisioni siano moralmente elevate, ed eticamente condivisibili. Nell’ipotetico esempio, la maggioranza (dei vigili) non vuole saperne di applicare la rotazione. Sembra una interpretazione deviante della democrazia.
Potrebbe essere che gli “alcuni” non siano pochi, ma tanti, tantissimi? Potrebbe essere che vi siano ragioni prioritarie che sfortunatamente rendono impraticabile la prevenzione dalle tentazioni? Non è poi molto rilevante. Rilevante invece è sapere quali sono le parti in gioco, chi prende le decisioni, chi ne trae beneficio.

Sappiamo che i vigili, o meglio le loro organizzazioni sindacali, ritengono che non si debbano applicare cambiamenti allo status quo. Invece, dicono, sarebbe interessante aumentare gli stipendi e le indennità. I vigili sono così determinati che mettono in atto alcuni comportamenti di resistenza nei confronti dell’amministrazione del comune. Esplode la notizia che a capodanno mancano all’appello centinaia di vigili.

I Cittadini e i Commercianti cosa ne pensano? Non delle assenze, ma della rotazione e del servizio. Molto ipoteticamente si presume, ma non è detto, che i vigili assegnati alle loro zone diano loro un servizio specifico: impersonare il deterrente affinchè gli “alcuni”, fra i cittadini e i commercianti, si comportino entro i limiti espressi quanto meno nelle norme comunali. Non siamo riusciti a capire se i cittadini e i commercianti abbiano espresso un’opinione; non vi sono molte tracce sui media. I Cittadini e i Commercianti hanno i loro rappresentanti nel consiglio e nella giunta comunale, ma non abbiamo evidenza di loro incisivi commenti. Ammesso che esistano contribuenti sufficientemente numerosi, manca la voce del contribuente. Non sappiamo quale sia la “cosa giusta” agli occhi dei cittadini e dei commercianti, dei presunti beneficiari del servizio.
Almeno è abbastanza chiaro quali organi amministrativi prendono le decisioni: il comandante dei vigili, la giunta, il consiglio, altri e in cima alla catena il Sindaco. O forse no. Per esempio esistono contratti di servizio che regolano i rapporti fra amministrazione e vigili. Per definizione i contratti vincolano le parti a porre in essere i comportamenti concordati.

Il Sindaco però parla, rilancia la notizia delle assenze ingiustificate e minaccia dure reazioni, la solita commissione esaminerà i fatti, e si prenderanno provvedimenti. In questo momento gli “altri”, contrapposti ai vigili, sono il Sindaco e i media; il mestiere di questi ultimi è prevalentemente lanciare bombe mediatiche. Sia chiaro che non è una critica; ci sono infiniti media e ciascuno dice la sua, fortunatamente.
La commissione individua rapidamente un certo numero di casi potenzialmente anomali. Un numero sufficiente a corroborare la tesi del Sindaco (clamorose anomalie) e che fra i vigili ci potrebbero esserci dei “cattivi cittadini”. I contratti e le norme devono essere notizie troppo noiose e infatti non vengono particolarmente citate né esibite, né pubblicate. I cittadini, in assenza di fatti accertati, devono farsi un’opinione sulla base di quello che dicono i media.

Il caso si sta sgonfiando, ma ecco il classico rilancio bomba, il riscandalo nello scandalo: sono successi fatti gravissimi e il risultato è nullo. Il boomerang compie il suo giro e colpisce chi ha chiamato le commissioni. Ora o le commissioni dichiarano che effettivamente fra i vigili si annidano centinaia di cittadini che non rispettano gli accordi o la catena di comando dell’amministrazione viene messa alla pubblica gogna. Le commissioni (fortunatamente) hanno bisogno di tempo e non sarà necessario dire nulla di imbarazzante per molto tempo.

Alla fine, cosa è veramente successo? Quasi nulla. Si è compiuto un confronto muscolare fra qualche amministratore pubblico e il servizio dei vigili. Sono volate molte parole e pochi fatti.

Esiste qualcosa di facilmente accessibile e leggibile sugli accordi vigili-comune? Il comune e le associazioni dei vigili potrebbero pubblicare tutto così da informare i Cittadini e i Commercianti? Il consiglio, la giunta, il sindaco potrebbero verificare se gli accordi vigili-comune sono coerenti con le aspettative dei cittadini (pubblicandoli)?

I cittadini si disamorano di ciò che dichiarano questi e quelli; “tanto sono sempre tutte balle”. Il che è esattamente quello che vogliono gli antidemocratici mafiosetti: che i Cittadini non intervengano nei contratti e negli accordi dove le parti si scambiano reciproci benefici. Quali parti e quali benefici ovviamente nessuno lo sa per bene, con trasparenza. Ma lo si immagina, anche quantitativamente.

Lo psicodramma politico si è consumato: da una parte migliaia di voti, ai quali si fanno promesse elettorali ineseguibili, che pesano quando si scrivono i contratti e dall’altra i cittadini scontenti (forse). E il ciclo si ripete. PIL procapite permettendo; sappiamo che sotto una certa soglia le reazioni diventano irrrazionali e incontrollabili.

PS
http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/2015/01/03/la-versione-del-vigile/
Riportiamo il post sull’espresso come illuminante esempio di interpretazione degli accordi fra vigili e comune di Roma. Secondo il post, i vigili hanno concordato comportamenti con il comune e li hanno eseguiti secondo contratto. Che poi il contratto sia a favore dei Cittadini, che sia la cosa giusta, beh ….. questo non sembra interessare molto né ai vigili né a quegli (ignoti) amministratori che hanno sottoscritto gli accordi. Peraltro la responsabilità di chi firma quegli accordi è molto  al sicuro, ben distante da chi paga: tutti i cittadini (ci correggiamo: tutti i contribuenti) italiani in forma di risanamento di un debito costruito sulla magna-gestione (che non vuol dire “grande gestione”).

Ci viene però un dubbio: e se ai cittadini e commercianti delle zone in questione andasse bene il contratto in essere già negoziato con i vigili? Il problema sarebbe di tutti gli altri, quelli paganti, lontani e impossibilitati a far pesare la loro opinione. In massimo dispregio della democrazia e di grande vantaggio  per gli “alcuni”.

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