Scappati i buoi, si chiudono le stalle.

Nella intricata matassa delle regole per i lavori pubblici e le grandi opere, i buoi sono scappati: tardivamente si sono chiuse le stalle, lasciando a guardia pochi (stanchi) veterani di lunghe battaglie per la trasparenza e la semplificazione.

Ricordiamo che nell’impresa privata si persegue il costante adeguamento alle “best practices” e “world class excellences” e ci si fa vanto di perseguirle, migliorarle, innovarle.

Nella gestione della “res publica” ci si guarda bene persino dal comprendere che cosa fanno i vicini, se non i migliori. Tanto è.

Rileviamo comunque con attenzione la presentazione di un “decalogo per appalti più semplici e puliti”, che volentieri snoccioliamo in sequenza: 10 ottime regole che avremmo tanto voluto veder seguite da ben prima di Tangentopoli 1, così che si sarebbero evitate Tangentopoli 2, 3 e seguenti.

Regola 1: “basta in house”; la P.A. torni a svolgere programmazione e controllo, abbandonando le attività produttive.
Regola 2: “troppe stazioni appaltanti”; oggi 30.000, scendano a meno di 50; una per regione, una per ciascun settore: strade, acquedotti, ferrovie, depurazione, et alia.
Regola 3: “gare sempre, stop deroghe”; affidamenti dei lavori solo con gare.
Regola 4: “progettazione e concorsi”; affidare progettazione con concorsi, ed infrastruttura con gara con selezione.
Regola 5: “dibattito pubblico”; aprire la discussione fra P.A. e cittadini, strada maestra, ma rapida: massimo 6 mesi, per coinvolgere e convincere i cittadini.
Regola 6: “meno varianti”; limite alla possibilità di apportare varianti, esclusione di gare fatte solo su progetti preliminari. Maxima lex.
Regola 7: “patente punti per le imprese”; premi per chi termina i lavori in tempo (od anticipo) entro i costi previsti, penalità per chi sgarra.
Regola 8: “limite al contenzioso”; tempi brevi per presentare ricorsi sugli esiti delle gare, sanzioni gravi per liti temerarie.
Regola 9: “finanziamenti prendere o lasciare”; revoca dei finanziamenti per le P.A. che non appaltano i lavori entro i termini.
Regola 10: “lotta ai maxi-ribassi”; punteggi più elevati per le offerte tecniche rispetto al prezzo (che oggi “pesa” per il 70% del voto finale).

 

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