Stop al “prop desk”.

Dal 22 luglio 2015 è entrata in vigore negli USA la “Volcker rule”, la legge che impedisce alle grandi banche statunitensi di acquistare e vendere azioni, bond, valute, materie prime e derivati utilizzando i capitali propri (il c.d. “proprietary trading”, o “prop desk”).

Si tratta di una norma pensata 5 anni fa all’interno della ampia riforma finanziaria seguita alla crisi del 2007-2008, ed è una delle norme più stringenti mai adottate negli USA dai tempi della crisi del 1929. Goldman Sachs ha venduto il suo lucroso business a KKR (la altrettanto prestigiosa casa di investimento private equity), altre banche la seguiranno prima del 2018 quando queste attività, spesso comprese in strutture dedicate come fondi di investimento ora gestiti dalle banche stesse, dovranno essere dismesse o vendute.

Attendiamoci una ulteriore rivoluzione nel business bancario, con conseguenze tutte da valutare prossimamente, che renderà le attività bancarie molto diverse da ieri e sempre più diverse dal crescente sviluppo di società e gruppi attivi nella c.d. “finanza-ombra”, quel settore finanziario meno (o punto) regolato che sta acquistando, a livello mondiale, un peso crescente (ma non ancora prevalente) nel grande business della finanza.

Per ogni nuova norma occorrono nuovi sistemi di controllo: governo USA e FED si stanno attivando per formare ed attrarre esperti che saranno chiamati a valutare attività (complesse come il trading per conto terzi), bilanci delle banche, informazioni e dati regolarmente trasmessi dalle banche alle autorità di controllo. Dando prova di pragmatismo (termine sconosciuto nel Belpaese), governo e FED hanno inviato agli operatori bancari una lista di 16 domande pensate per aiutare le banche stesse a mettere in atto le procedure e le azioni richieste.

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