Superbollo o superspreco?

La vicenda del “superbollo” sulle auto oltre i 185 Kw conferma il pressapochismo del legislatore: le attese erano per un incasso erariale di 170 milioni di euro ma solo nel 2012 si è registrata  una perdita complessiva, tra minori entrate fiscali e mancato introito, di circa 140 milioni di euro.

Se il danno fosse finito qui poco male. Una goccia negli italici sperperi.
Purtroppo è stata la mazzata finale che ha massacrato una intera filiera.
Al mancato gettito di Iva e IPT, si sono aggiunte le perdite delle Regioni sui Bolli tradizionali, l’Iva sulle riparazioni, le tasse sulle RCA, passaggi di proprietà nonché le conseguenti chiusure di decine di società di Leasing, centinaia di concessionarie e commercianti, officine meccaniche, ricambisti etc.
Centinaia se non migliaia di posti di lavoro.

Per contro l’autogoal ha fatto la felicità dei commercianti esteri che con 80 euro di radiazione per esportazione possono acquistare da noi i veicoli e portarli nel loro paese, e delle associazioni criminose e smaneggioni vari, che con metodi “border-line” più o meno legali,  evadono questa tassa e “riciclano” i veicoli, immatricolandoli fittiziamente all’estero, sotto forma di falsi leasing o di prestiti da parte di prestanome.
Non sarà un caso che sia inspiegabilmente aumentato il numero di vetture targate estere circolanti nel nostro paese (moltissime svizzere o tedesche), guidate da italiani che non sanno nemmeno dov?è Lugano.
Auto che fra l’altro son difficilmente sanzionabili  per le infrazioni stradali, dato che all?estero le nostre multe non arrivano e comunque non possono avere effetto di riscossione coatta.
Quello dell’auto è un settore dell’economia italiana che “cuba” il 12% del PIL nazionale e centinaia di migliaia di addetti, e che meriterebbe una considerazione ben diversa.
Sarà bene seguire l’iter di una iniziativa di proposta di ristrutturazione globale delle imposte sull’auto presentata lo scorso  7 ottobre 2014 in Commissione Finanze.
A noi, a tutti noi il compito di vigilare e spronarli.
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