TTIP, salvezza o regalo alle multinazionali?

In questi tempi di crisi economica, assume un ruolo di fondamentale importanza per il nostro futuro il TTIP (Transatlantic Trade and Investment Partnership): un accordo economico fra l’Unione Europea e gli Stati Uniti finalizzato a liberalizzare i mercati di merci e capitali dei due contraenti.
Un accordo di cui non si parla, dal momento che i negoziati vengono condotti in segreto e al sicuro dalla stampa e, soprattutto, dalle opinioni pubbliche; nonostante questo silenzio, se il TTIP verrà firmato inciderà profondamente sulle nostre vite. Secondo i promotori, l’accordo di libero commercio favorirà l’interscambio economico fra Unione Europea e Stati Uniti, incentiverà l’occupazione e la produzione di entrambi i colossi e implementerà il PIL mondiale di circa 119 miliardi €. Secondo gli oppositori, il TTIP aiuterà le multinazionali, assoggetterà gli Stati al diritto del mercato, farà crollare la qualità di farmaci, alimenti e beni in generale e rischierà di permettere la privatizzazione di servizi pubblici essenziali (educazione, sanità, acqua…). L’ultimo e più discusso punto concerne la possibilità per un’azienda di citare in giudizio, causa mancati profitti, uno Stato qualora esso le vieti di commercializzare i propri prodotti al suo interno. Un nodo da sciogliere, il più importante forse. Permane un dubbio: se è un accordo per favorire la proprietà privata, il libero mercato e i consumatori, a che fine tenerne nascoste le negoziazioni alle varie cittadinanze?

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