Un paio di occhiali per l’ultimo imperatore.

Ricorderete la scena del film “L’ultimo imperatore” in cui Mr. Johnston (attore Peter O’Toole), il precettore privato inglese (o scozzese? coi tempi che corrono, meglio dire: “british”), chiede al Gran Ciambellano un paio di occhiali per il giovane imperatore miope; il Gran Ciambellano dice che non si può, che l’imperatore non può mettersi gli occhiali, che l’etichetta non lo consente; il precettore risponde, più o meno, così: “forse non volete che il giovane imperatore veda come i granai si svuotino ed i soldi rivenienti dalle tasse spariscano, e come a corte si sprechino risorse per mantenere 1.500 eunuchi, 350 dame di compagnia, 135 cuochi, dove si consumano 3.000 polli la settimana, e 840 guardie del corpo ed impiegati più un Gran Ciambellano si preoccupano di una sola cosa: avere la propria ciotola di riso ben piena”; al che il Gran Ciambellano replica piccato: “ma insomma, che cosa volete?”. “Un paio di occhiali”.

Chiediamo solo un paio di occhiali. Abbiamo solo un paio di occhiali.
Ci servono per vedere le cose come stanno; ci servono per non essere miopi dinanzi alle cose che non vanno e che spesso non riusciamo a vedere, individualmente.
Armiamoci tutti di un bel paio di occhiali, con lenti adatte e montatura robusta; insieme, tutti potremo vedere meglio e tante più cose.
Noi vogliamo vedere, bene.
Vedere bene, comprendere, è il primo passo per sapere; poi, verrà il momento di fare le nostre scelte.
In Italia non ci sono solo 1.500 eunuchi a corte, 350 dame di compagnia, 135 cuochi, non si mangiano solo 3.000 polli la settimana; gli sprechi sono molti, troppi; ma dobbiamo riuscire prima a vederli bene, a metterli a fuoco.

Ci servono solo un paio di occhiali.
Aiutateci a vedere meglio, insieme.
La redazione di ItaliAperta